Elezioni presidenziali in Iran: Pezeshkian e Jalili si sfideranno al ballottaggio

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le elezioni presidenziali anticipate del 28 giugno 2024 in Iran hanno segnato un momento storico per il paese. Nonostante la bassa affluenza alle urne, ferma al 40%, l'unico candidato riformista approvato dal Consiglio dei guardiani, Masoud Pezeshkian, è passato al secondo turno con il 42,5% dei voti. Questo evento segna un ritorno alla presidenza di un riformista dopo quasi vent'anni dall'ultimo presidente di questa corrente politica, Mohammad Khatami.

Un confronto tra conservatori e riformisti

Il fronte conservatore, rappresentato da Saeed Jalili, ha ora poche ore per raccogliere i cocci di una competizione elettorale che avrebbe dovuto vincere senza troppe sorprese. Jalili, ex negoziatore sul nucleare, ha ottenuto il 38,6% dei voti. Il duello per la presidenza vedrà quindi sfidarsi al secondo turno il riformista Massud Pezeshkian e l’ultraconservatore Said Jalili.

Affluenza alle urne e risultati del primo turno

L’affluenza alle urne al primo turno delle elezioni presidenziali iraniane è stata appena del 40%, la più bassa dai tempi della rivoluzione islamica del 1979. Secondo i dati diffusi sabato dal Ministero dell’Interno del paese, il riformista e cardiochirurgo Masoud Pezeshkian ha vinto il primo turno delle elezioni con circa il 42% dei voti.

Verso il ballottaggio

Il prossimo venerdì 5 luglio si andrà al ballottaggio per scegliere il nuovo presidente dell'Iran. Sarà un faccia a faccia tra il candidato conservatore, Saeed Jalili, e il riformista, Masoud Pezeshkian. Dei 61 milioni di iraniani aventi diritto al voto, appena il 40% è andato a votare, segnando un tasso di astensionismo molto elevato.

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