Iran si prepara per il ballottaggio presidenziale
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Redazione Esteri
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L'Iran si prepara per un ballottaggio ad alta tensione, previsto per venerdì 5 luglio. La sfida vedrà contrapposti il progressista Masoud Pezeshkian e il fondamentalista Saeed Jalili. Questo secondo turno è necessario in quanto nessuno dei due candidati è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta nella corsa presidenziale.
I candidati
Pezeshkian ha ottenuto un leggero vantaggio, ricevendo 10,45 milioni di voti, contro i 9,47 milioni di Jalili. L'altro leader conservatore, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ottenuto 3,38 milioni di voti. Questa sarà la seconda volta che le elezioni presidenziali iraniane si decideranno al secondo turno, dopo il testa a testa del 2005 tra Mahmoud Ahmadinejad e Ali Akbar Hashemi Rafsanjani.
Il contesto
Il prossimo 5 luglio, Jalili e Pezeshkian si sfideranno nel ballottaggio per eleggere il 14esimo presidente della Repubblica islamica. Questa elezione segue la morte improvvisa in un incidente aereo di Ebrahim Raisi lo scorso 20 maggio.
La sfida per il voto dei giovani
Nonostante il vantaggio di Pezeshkian, la sfida non è ancora conclusa. Il candidato riformista dovrà convincere i giovani a votare, un compito che si preannuncia difficile vista l'affluenza del 40% registrata al primo turno, il dato più basso dalla rivoluzione khomeinista del 1979. La maggioranza degli iraniani, chiamati a votare per scegliere il successore di Raisi, è rimasta a casa.
L'Iran si prepara per un ballottaggio ad alta tensione. Il risultato di questa elezione potrebbe avere un impatto significativo sulla direzione futura del paese. Tutti gli occhi saranno puntati sull'Iran il 5 luglio, quando i cittadini si recheranno alle urne per il secondo turno delle elezioni presidenziali.




