Pragmata, il nuovo gioiello di Capcom che deve molto al sensei del mecha design Shoji Kawamori
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando un’azienda consolidata come Capcom decide di investire tempo e risorse considerevoli in una proprietà intellettuale completamente inedita, l’operazione comporta sempre un rischio calcolato, una scommessa che, nel caso di “Pragmata”, sembra aver ripagato ampiamente lo sforzo produttivo. Il Titolo, un action-adventure fantascientifico in terza persona che ha subito diversi rinvii prima di approdare sulle console, ha infatti superato il milione di copie vendute a livello globale nei primi due giorni dal lancio, un traguardo notevole se si considera l’assenza di un pedigree alle spalle. A sostenere questo exploit commerciale contribuisce anche un’accoglienza critica decisamente calorosa: la media dei voti su Metacritic oscilla tra gli 86 e gli 88 punti a seconda della piattaforma considerata, mentre il fronte dei giocatori su Steam si è spinto fino a decretare un eccezionale 97% di recensioni positive, una soglia che la piattaforma di Valve classifica come “Estremamente Positive”.
Un’eredità pesante e un’estetica curata nei minimi dettagli
Parte del merito per la riuscita dell’impatto visivo e dell’atmosfera di “Pragmata” va ascritto a una figura leggendaria del panorama dell’animazione giapponese, quel Shoji Kawamori che ha plasmato l’immaginario collettivo degli appassionati di mecha grazie al suo lavoro su serie come “Macross” – di cui è considerato uno dei principali artefici – ma anche su “Capitan Harlock” e “Star Blazers” agli esordi della carriera. La collaborazione con Capcom non è stata meramente simbolica: Kawamori ha supervisionato la costruzione del mondo di gioco e l’ambientazione, cercando un connubio tra la fantascienza più classica e lo stile della tradizione nipponica, con un’attenzione particolare al realismo delle sequenze spaziali e al design dei veicoli e delle tecnologie presenti sulla base lunare. Capcom, da parte sua, ha speso parole di pubblico ringraziamento nei confronti del maestro, sottolineando come la sua competenza sia stata fondamentale per conferire credibilità all’universo di gioco, un plauso che arriva direttamente dal team di sviluppo e che certifica l’importanza di un apporto esterno di così alto profilo.
Le meccaniche di gioco e il ruolo centrale di Diana
Al cuore dell’esperienza offerta da “Pragmata” si trova un sistema di combattimento ibrido che fonde la spettacolarità degli scontri in terza persona con una componente tattica legata all’hacking, gestita dalla giovane androide Diana. Quest’ultima, una sorta di cyborg dall’aspetto infantile che il protagonista Hugh ritrova nella stazione spaziale “Culla”, non è un semplice contorno narrativo, ma rappresenta il fulcro del gameplay. Durante gli scontri, mentre Hugh si occupa della parte più fisica del combattimento utilizzando un arsenale a distanza, è grazie alle abilità di hacking di Diana – che il giocatore deve attivare in tempo reale – che i nemici robotici diventano vulnerabili. Trovare tutte le componenti di potenziamento sparse per la mappa, nascoste nelle criptocasse o ottenibili tramite le simulazioni del rifugio, è quindi essenziale per potenziare parametri cruciali come la salute del personaggio, l’efficienza dell’arma primaria e, naturalmente, le suddette capacità di intrusione informatica della sua piccola compagna.
Un successo che profuma di nuovo inizio
Il fatto che “Pragmata” sia riuscito a ritagliarsi uno spazio di rilievo non solo per i risultati commerciali – pur non raggiungendo i picchi stratosferici di un “Resident Evil” – ma anche per la straordinaria eredità creativa che si cela dietro la sua realizzazione, è un segnale che il pubblico apprezza ancora la novità. Si tratta di una nuova IP su cui la casa di Osaka ha scommesso con convinzione, portando una freschezza per personaggi, temi e gameplay sinceramente inaspettata in un panorama videoludico spesso dominato da sequel e remake. L’introduzione di una figura come Kawamori, un maestro capace di dare sostanza alla visione fantascientifica del progetto, ha elevato il prodotto finale, mentre l’interazione tra il rude Hugh e la dolce Diana ha convinto la critica, che ha lodato la profondità stratificata di un sistema di combattimento divertente e ben bilanciato. Se i numeri delle vendite continueranno a seguire questa scia, “Pragmata” potrebbe rappresentare per Capcom il battesimo di una nuova, longeva serie di successo.




