Pallanuoto, il Settebello si ferma ad Alessandropoli: la Spagna impone la legge del 12-16 nella World Cup 2026

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La seconda fase a gironi della Division 1 della World Cup 2026 di pallanuoto maschile, che si sta disputando nella cittadina greca di Alessandropoli, ha regalato il primo, vero scossone agli azzurri. Il Settebello, reduce da un percorso netto, ha incassato la propria prima sconfitta in questo torneo cedendo alla Spagna con un punteggio che, sulla carta, potrebbe sembrare pesante (12-16), ma che racconta solo in parte l’andamento di una gara dai due volti decisamente distinti.

Nel primo quarto, infatti, l’Italia prova a dettare il proprio ritmo: Cassia firma l’iniziale vantaggio, prontamente ribaltato però dalla furia iberica. Balzarini, con grande tempismo, riporta il punteggio in parità sul 2-2, regalando l’illusione di un match punto a punto. È proprio in quel momento, come spesso accade quando si affrontano nazionali di alto livello, che arriva il black-out. Gli azzurri, inspiegabilmente, vanno in apnea per alcuni minuti; la Spagna ne approfitta per confezionare un break di 4-0 in rapida successione, un parziale che di fatto spacca la partita e la consegna virtualmente agli iberici già al termine della prima pausa lunga, col punteggio inchiodato sul 2.

Una rimonta che non decolla e numeri che pesano

Il resto della gara, lo si è capito fin da subito, è stato un lungo tentativo dell’Italia di ricucire quello strappo. I ragazzi di Sandro Campagna non hanno mai mollato, e anzi hanno provato a rientrare con orgoglio, ma si sono scontrati con una delle statistiche più eloquenti di questa World Cup: la differenza nei blocchi difensivi. La Spagna ne ha messi a referto ben 6, contro i soli 2 italiani, un dato che spezza qualsiasi slancio offensivo e che racconta di una superiorità fisica e tattica difficilmente colmabile. A completare il quadro, l’analisi dei tiri dai sei metri (l’Italia si ferma a 1/5, mentre gli iberici fanno 3/6) e la sostanziale parità sulle superiorità numeriche (5/12 per l’Italia, 5/13 per la Spagna), dove nessuna delle due compagini è riuscita davvero a fare la differenza.

Il fattore Granados e le individualità spagnole

Se da una parte l’Italia ha vinto tutti e quattro gli sprint del match, dimostrando una reattività iniziale notevole, dall’altra ha dovuto inchinarsi alla capacità di finalizzazione degli avversari. A fare male al Settebello, in particolare, è stato il recchese Granados, autore di cinque reti: una vera e propria spina nel fianco per la difesa azzurra, che non è riuscita a trovare il modo di arginarlo. La Spagna, forte di ottime individualità, ha capitalizzato ogni occasione utile, sfruttando quei momenti di distrazione italiana che, in partite di questo livello, si pagano a caro prezzo. Dopo la sconfitta subita nel girone preliminare (quando l’Italia vinse 12-10), gli iberici hanno così preso la loro rivincita, imponendo un ritmo che gli azzurri, in questa circostanza, non sono riusciti a sostenere.

Un ko che non compromette il cammino verso Sydney

Va però sottolineato, per inquadrare correttamente l’accaduto, che questa sconfitta – la prima del torneo per l’Italia – non ha conseguenze drammatiche in termini di qualificazione. Il Settebello aveva già staccato il pass per la Final Eight di Sydney grazie ai risultati conseguiti in precedenza; pertanto, questo stop contro la Spagna va letto più come un campanello d’allarme tecnico che come una vera e propria crisi di risultati. La partita, combattuta e mai doma fino al termine, ha messo in luce i margini di miglioramento su cui gli azzurri dovranno lavorare, soprattutto nella fase difensiva e nella gestione dei momenti di black-out. La sensazione, al termine della sfida, è che l’Italia abbia avuto la forza di reagire, ma non quella di sovvertire un copione già scritto da una Spagna cinica e chirurgica negli spezzoni decisivi.

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