Tennis, l'Italia da sogno: due azzurri ai quarti per il quinto Slam di fila
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Redazione Sport
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Il tennis italiano, in un momento di grazia che ormai travalica la definizione di semplice ciclo positivo, ha impresso un altro sigillo storico sulla cemento di Melbourne. Con Jannik Sinner e Lorenzo Musetti capaci di superare, in maniera peraltro netta, i rispettivi ostacoli rappresentati da Darderi e Taylor Fritz, l'Italia si è garantita per il quinto torneo del Grande Slam consecutivo la presenza di almeno due suoi rappresentanti nella fase dei quarti di finale. Una striscia, questa, che non trova precedenti nella storia della racchetta azzurra e che, iniziata proprio in Australia un anno fa con Sinner e Sonego, ha proseguito la sua marcia inesorabile attraverso la terra battuta di Parigi e l'erba londinese, per approdare poi al cemento di New York, dimostrando una profondità di squadra e una continuità di risultati che pochi altri movimenti nazionali possono al momento vantare.
La costanza di Sinner e l'ascesa del gruppo
Se Jannik Sinner, pilastro indiscusso di questa straordinaria epoca, ne è stato il perenne motore, confermandosi presenza fissa in ognuna di queste cinque occasioni, il dato ancor più significativo risiede nella comparsa, attorno a lui, di un nutrito gruppo di talenti in grado di alternarsi e di reggere la pressione dei tabelloni principali. Lorenzo Musetti, che a Parigi e New York aveva già gustato il traguardo degli ottavi, ne è divenuto il compagno più frequente, mentre nomi come quelli di Cobolli e Sonego hanno contribuito, in altri momenti, a tessere questa tela di eccellenza. Un merito, questo, che va ascritto non solo al lavoro individuale ma a un sistema, quello del tennis italiano, che ha sapido coltivare e far fruttare una generazione ricca di qualità tecniche e, sempre più, di solidità mentale.
Le parole di Fritz e il focus su Musetti
Dall'altra parte della rete, il ko di Taylor Fritz contro Musetti è stato commentato dallo stesso americano con un velo di rammarico, in una conferenza stampa dove ha posto l'accento su una condizione fisica non ottimale. "Gli antidolorifici non hanno fatto effetto", ha spiegato Fritz, attribuendo molti dei suoi errori non contestabili all'infortunio che lo affliggeva, in una sorta di ammissione indiretta dell'impossibilità di contrastare un avversario in piena espressione. Una prova, quella del nativo di Carrara, giudicata da molti di altissimo livello, capace di coniugare la consueta eleganza di tocco a una ferrea determinazione tattica, che gli ha permesso di chiudere il match senza concedere spazio a reazioni.
La nuova maturità e l'obiettivo rivincita
Proprio Musetti, raggiungendo per la prima volta i quarti di finale agli Australian Open, ha colto un traguardo personale di rilievo, spalancando una porta verso ulteriori progressi. "Sono molto orgoglioso di me stesso", ha dichiarato con legittima soddisfazione il tennista toscano, le cui parole hanno poi lanciato un messaggio chiaro verso un possibile, futuro avversario. Con allusione a Novak Djokovic, Musetti ha infatti espresso il desiderio di "prendermi la rivincita", rivelando una ambizione che va di pari passo con i miglioramenti, ampiamente riconosciuti, nella gestione dei momenti psicologicamente più delicati di una partita. Quella che si sta delineando, per lui, sembra essere la maturazione di un atteggiamento agonistico che potrebbe segnare la definitiva svolta verso l'élite stabile del circuito.




