Crescono i casi di West Nile in Emilia-Romagna: la Regione intensifica le misure di prevenzione
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Redazione Salute
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In Emilia-Romagna, l'aumento dei casi di infezione da virus West Nile ha portato la Regione a rafforzare le misure di prevenzione. Solo nel fine settimana scorso, tre anziani sono stati ricoverati al Policlinico di Modena, portando il totale dei casi a 52 da maggio ad agosto. Di questi, 29 hanno sviluppato forme neuroinvasive, 8 sono stati individuati in donatori di sangue asintomatici e 15 presentavano solo febbre.
Aree a rischio e misure preventive
La Regione ha chiesto ai Comuni delle aree più colpite, come Bologna, Modena e Reggio Emilia, di prestare particolare attenzione ai luoghi frequentati da persone a rischio, come strutture socioassistenziali e ospedali. È stata emessa un'ordinanza che prevede interventi adulticidi settimanali contro le zanzare in ospedali, case di cura, hospice, case di riposo e altri luoghi di aggregazione per anziani con spazi verdi fruibili.
L'importanza della prevenzione
L'infezione da virus West Nile, trasmessa dalla zanzara Culex Simplex, può provocare malattie neuroinvasive, soprattutto nei soggetti più vulnerabili come gli anziani. Per questo motivo, la prevenzione è fondamentale. La Regione Emilia-Romagna sta lavorando in collaborazione con le aziende sanitarie locali per monitorare la situazione e adottare tutte le misure necessarie per contenere la diffusione del virus.
Sintomi e raccomandazioni
I sintomi dell'infezione da virus West Nile possono variare da febbre leggera a gravi forme neuroinvasive. È importante che la popolazione sia informata sui rischi e sulle misure preventive, come l'uso di repellenti per zanzare e la riduzione dei ristagni d'acqua, che possono diventare focolai di zanzare. La Regione invita tutti i cittadini a collaborare per proteggere la salute pubblica.




