Il vortice “Ulla” rompe l’estate anticipata: piogge, grandine e vento di scirocco sull’Italia
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Redazione Interno
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La tregua dell’alta pressione, che per sette giorni aveva trasformato la prima decade di aprile in un prolungato assaggio d’estate con termometri ben oltre la norma, è giunta ieri al capolinea. A sancire la fine di questa parentesi di stabilità atmosferica è l’irruzione decisa di un vortice ciclonico di origine afro-mediterranea, una struttura depressionaria ribattezzata “Ulla” che sta risalendo dal Nord Africa per posizionarsi proprio sul cuore del Mediterraneo centrale. Il suo arrivo, previsto e monitorato dai centri funzionali, ha già iniziato a manifestarsi con un peggioramento che si preannifica intenso e diffuso, spazzando via quell’anticiclone subtropicale che aveva regalato cieli limpidi e temperature quasi estive.
In Lombardia, e in particolare nel capoluogo milanese, l’allerta è già scattata in modalità gialla per rischio temporali; un avviso che il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione ha diramato per la giornata di oggi, prevedendo “precipitazioni sparse a partire dai settori occidentali”, con un interessamento particolare dei settori di Nordovest anche a carattere di rovescio o temporale. I venti, inizialmente deboli, tenderanno a rinforzare da est, mentre l’arrivo di questo ciclone porterà con sé un fenomeno accessorio ma molto visibile, ovvero la sabbia del Sahara. Le forti correnti di scirocco che alimentano il vortice stanno infatti trascinando pulviscolo desertico che renderà i cieli lattiginosi e opachi; un aspetto, questo, che causerà il cosiddetto fenomeno del “wash-out”, trasformando le prime piogge in vere e proprie “piogge di fango” capaci di depositare uno strato di polvere su auto e superfici esposte.
Lunedì 13 aprile, il clou del maltempo tra alpi e pianura padana
La giornata di lunedì 13 aprile si preannuncia come la finestra temporale più critica per il Nord Italia. La perturbazione, alimentata dal forte contrasto termico tra l’aria calda preesistente e l’avanguardia più fresca del vortice, innescherà un “mix esplosivo” che darà vita a temporali improvvisi, localmente anche di forte intensità. A Milano e nelle zone pianeggianti, le previsioni indicano un cielo coperto con precipitazioni sparse sin dalle prime ore del mattino, mentre sui settori alpini i fenomeni diventeranno diffusi e moderati, accompagnati da un netto calo delle temperature durante il giorno. La neve farà la sua comparsa in montagna oltre i 1.300.500 metri, ma con una particolarità degna di nota: l’enorme quantità di sabbia sahariana sospesa in quota potrebbe tingere i fiocchi di rosa o di ocra, un effetto suggestivo che testimonia la potenza di questo richiamo africano.
Non solo pioggia, però, perché il ciclone porterà con sé una ventosità notevole. Le raffiche di scirocco, che soffieranno intense su tutto il versante tirrenico e sulle due Isole Maggiori, si faranno sentire con particolare forza lungo l’Adriatico e lo Ionio, dove sono attese raffiche superiori ai 100 km/h, capaci di sollevare mareggiate lungo le coste esposte. Martedì 14 aprile, a Milano le piogge tenderanno ad attenuarsi solo dopo metà mattina, lasciando spazio a un cielo ancora coperto, ma l’instabilità persisterà sul resto della regione con frequenti occasioni per rovesci di moderata intensità.
L’evoluzione del vortice e lo spostamento verso sud
Mentre il Settentrione affronterà la fase più acuta di questo peggioramento, la traiettoria del ciclone “Ulla” è destinata a seguire una lenta migrazione verso il basso versante della Penisola. Il vortice, attualmente posizionato tra la Sardegna e il Tirreno centrale, traslerà progressivamente verso il Sud Italia tra mercoledì e giovedì, portando un regime di spiccata instabilità anche su Sicilia e Calabria. Per queste regioni, il maltempo non sarà un evento rapido, ma si tradurrà in una fase di piogge persistenti e localmente abbondanti che contribuirà a mettere definitivamente in archivio la parentesi di caldo anomalo. La pressione in diminuzione su tutto il territorio nazionale garantirà, dunque, una settimana dal sapore decisamente autunnale, dove l’ombrello diventerà un accessorio indispensabile dalla pianura padana fino alle coste dello Ionio.
Il brusco calo termico, stimato intorno ai 5-8 gradi sotto i picchi eccezionali dei giorni scorsi, riporterà i valori massimi stabilmente al di sotto dei 20 gradi su gran parte del Centro-Nord, riallineando il clima alle medie stagionali dopo l’anomalia della prima decade. Sebbene il nucleo più intenso della perturbazione si allontanerà gradualmente verso i Balcani entro metà settimana, la scia di aria umida e instabile continuerà a generare locali rovesci, specialmente sui rilievi e sulle zone pedemontane. Si chiude così, con un vero e proprio ribaltamento della circolazione atmosferica, quel lungo periodo di stabilità che aveva illuso molti, lasciando il posto a una configurazione molto più dinamica e, per certi versi, aggressiva.




