Ciclone Chido, Francia sotto accusa per la gestione dell'emergenza a Mayotte
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Redazione Esteri
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Nel pieno delle conseguenze devastanti lasciate dal ciclone Chido, che ha travolto il dipartimento d'oltremare francese di Mayotte lo scorso sabato, emergono forti critiche e preoccupazioni. Gli esperti e la popolazione locale puntano il dito contro la scarsa preparazione del governo francese di fronte a un disastro meteorologico di tale portata. Secondo Météo-France, le condizioni favorevoli al ciclone sono state amplificate dalle temperature insolitamente elevate delle acque dell'Oceano Indiano.
Il presidente francese Emmanuel Macron, alle prese con la bufera in casa, si è trovato a scivolare sul ciclone Chido in quel di Mayotte, l'isola delle Comore, dipartimento d'Oltremare della Republique a partire dal 2011. L'isola, da tempo immemore dilaniata da conflitti sociali legati alle precarie condizioni dell'area, ma anche ai continui flussi migratori clandestini, che squilibrano il tessuto sociale del canale del Mozambico.
Durante la sua visita all'arcipelago di Mayotte, devastato dal ciclone Chido, la tempesta più forte che abbia colpito l'area negli ultimi 90 anni e che ha causato almeno 31 morti e quasi 2.500 feriti, Macron ha subito il fuoco dei residenti locali. Nella città di Pamandzi, diversi residenti hanno gridato "Dimissioni!", "Stai dicendo sciocchezze!" e "Acqua!", denunciando la mancanza di azione da parte del governo di Parigi.
Il presidente, visibilmente in difficoltà, ha cercato di calmare gli abitanti del luogo, piuttosto esagitati, ma il suo intervento è stato uno dei più goffi mai fatti.




