I conti in rosso della Serie A: Juventus in vetta alla classifica dei debiti, Napoli il paradosso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'analisi approfondita dei bilanci, chiusi al 30 giugno del 2025 per la maggior parte delle società, rivela un quadro finanziario per il campionato di Serie A che, nonostante segnali incoraggianti in specifici casi, permane gravato da un indebitamento strutturale. L'esposizione lorda complessiva dei club, infatti, ha raggiunto la soglia dei 4,89 miliardi di euro, registrando un ulteriore incremento rispetto ai 4,72 miliardi dell'anno precedente. Un dato che, se paragonato ai ricavi totali del sistema – fissatisi a 4,04 miliardi per la stessa stagione 2024/25 – delinea un rapporto preoccupante, pari al 121%, il quale sottolinea come l'indebitamento del campionato continui a superare, in aggregato, la sua capacità annuale di generare fatturato.

La classifica delle esposizioni finanziarie

Scendendo nel dettaglio delle singole realtà, la classifica dei debiti finanziari netti vede la Juventus mantenere saldamente la prima posizione, precedendo l'Inter, mentre il Milan si colloca dietro alla Roma. Questa graduatoria, che fotografa le passività al netto della liquidità immediatamente disponibile, evidenzia le differenti strategie e gli squilibri patrimoniali che caratterizzano i grandi club. Tuttavia, tra i risultati più significativi dell'esercizio va registrato il primo utile nella storia societaria dell'Inter, un traguardo contabile importante che si accompagna ai consueti, e cospicui, profitti realizzati dall'Atalanta. All'estremo opposto, il Como si posiziona al vertice negativo della classifica delle perdite di esercizio.

Il caso Napoli e le distorsioni del sistema

È proprio dalla disamina dei debiti finanziari netti che emerge, in tutta la sua paradossale evidenza, la situazione del Napoli. Il club partenopeo, che vanta il minor indebitamento netto di tutta la Serie A – avendo, cioè, una liquidità superiore alle passività finanziarie – si è visto limitare nelle operazioni di calciomercato a causa di una regola interna al campionato. Il meccanismo, che lega la possibilità di acquisire nuovi giocatori all'Indicatore di Costo del Lavoro Allargato, ha di fatto bloccato il Napoli dopo che tale indicatore è sceso al di sotto di una certa soglia, fissata allo 0,8, nonostante la solidità del suo bilancio. Un episodio che mette in luce una delle possibili distorsioni create dall'intreccio, non sempre lineare, tra parametri finanziari e norme sportive.

I dati sui ricavi e sulle plusvalenze

Lo studio, che considera ricavi e costi al netto delle plusvalenze generate dalle cessioni dei calciatori, permette di osservare la sostenibilità delle gestioni escludendo l'effetto, spesso volatile e pianificato, delle compravendite. Le cifre, espresse in milioni di euro e confrontate con quelle della stagione precedente, offrono una visione di insieme sulla salute economica delle società. I bilanci di Monza, Parma e Torino, per i quali si fa riferimento alla chiusura contabile del 31 dicembre 2024, si aggiungono al mosaico, completando una panoramica che conferma, nelle sue polarizzazioni tra club virtuosi e altri fortemente indebitati, le criticità di un sistema chiamato a trovare un equilibrio tra competitività sportiva e sostenibilità finanziaria.

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