Guerra Ucraina, Kiev colpisce i caccia russi mentre Mosca distrugge i Patriot

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina prosegue senza tregua, con un’escalation che ormai non conosce confini. Nella notte tra ieri e oggi, i droni e i missili russi hanno bombardato Nikopol, Kherson e un aeroporto militare vicino a Khmelnytskyi, a ottocento chilometri dal fronte. Ma Kiev non è rimasta a guardare: i suoi velivoli senza pilota hanno raggiunto obiettivi profondamente all’interno del territorio avversario, da Cheboksary a Voronezh fino a Vladivostok, settemila chilometri più a est.

L’attacco più significativo è stato quello alla base aerea di Voronezh, dove erano stanziati i caccia Sukhoi, fondamentali per le operazioni di Mosca. Fonti ucraine parlano di danni ingenti, con diversi jet resi inutilizzabili e una fabbrica di droni parzialmente distrutta. Una mossa che rientra nella strategia di logoramento adottata da Zelensky, costretto a ricorrere a tattiche asimmetriche per compensare la disparità di mezzi.

La risposta russa non si è fatta attendere. Mosca ha rivendicato la distruzione di due sistemi antiaerei Patriot, fondamentali per la difesa del cielo ucraino, e ha lanciato oltre trecento droni su diverse regioni del Paese. Un’ondata senza precedenti, che dimostra come il conflitto stia entrando in una fase sempre più brutale, con entrambe le parti decise a infliggere il massimo danno possibile.

Donald Trump, intervenuto sulla questione, ha espresso disappunto per l’ultimo colloquio con Vladimir Putin, definendolo «deludente». Le parole del presidente americano sottolineano l’assenza di progressi diplomatici, mentre la guerra continua a mietere vittime. Tra queste, un volontario italiano caduto al fronte, la cui identità non è ancora stata resa nota.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.