Trump frena su missili a lungo raggio per Kiev, mentre Mosca annuncia l'abbattimento di 164 droni

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Donald Trump, a bordo dell'Air Force One, ha dichiarato di non stare valutando la possibilità di fornire all'Ucraina i missili da crociera Tomahawk, rispondendo in modo netto a un giornalista che gli chiedeva un parere sull'ipotetica consegna di queste armi a lungo raggio. «No, non proprio», ha affermato il presidente degli Stati Uniti, chiudendo, almeno per il momento, un dibattito strategico che avrebbe potuto alterare gli equilibri del conflitto. Nelle medesime dichiarazioni, Trump ha poi precisato di non essere coinvolto nelle trattative, che vedono invece Europa e Russia confrontarsi, circa l'utilizzo dei beni russi che sono stati congelati.

La difesa russa e gli scenari diplomatici

Mentre da Washington giungeva questa delimitazione degli aiuti militari, il Ministero della Difesa russo rendeva noto che i propri sistemi di difesa aerea hanno intercettato e distrutto, nel corso della notte, ben 164 droni ucraini. L'azione, che ha interessato lo spazio aereo sopra diverse regioni russe e le acque del Mar d'Azov e del Mar Nero, rappresenta uno dei più massicci attacchi con velivoli senza pilota degli ultimi tempi. A margine di questi eventi, un portavoce di Putin ha commentato la possibilità di un incontro urgente con Trump, definendola concretamente fattibile ma, allo stato attuale, non necessaria.

La risposta di Kiev tra scudi antiaerei e iniziative

Dal canto suo, l'Ucraina prosegue nel potenziamento delle sue capacità difensive, cercando di proteggere città e infrastrutture dai continui bombardamenti. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ufficializzato l'arrivo di ulteriori sistemi Patriot dalla Germania, un contributo che si inserisce in uno sforzo internazionale volto a proteggere i cieli del paese. Questi armamenti, di cui si è molto discusso per la loro efficacia, costituiscono una risposta operativa alla tattica russa, che punta a logorare la resistenza attraverso offensive aeree ripetute.

Le dichiarazioni sulla gestione dei conflitti

In un'intervista televisiva, Trump ha inoltre ribadito la sua visione in materia di politica estera, rivendicando il merito di aver posto fine a otto diversi conflitti durante il suo mandato. Il presidente ha spiegato di aver utilizzato, per ottenere tali risultati, una varietà di approcci negoziali, tra i quali ha menzionato esplicitamente l'imposizione di dazi commerciali. Una metodologia, la sua, che sembra riflettersi anche nell'attuale approccio alla guerra in Ucraina, caratterizzato da una certa cautela nel fornire alcune tipologie di armamenti e da un apparente distacco dalle questioni finanziarie europee.

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