The Boroughs, la delusione di Stephen King: Netflix cancella la serie dei fratelli Duffer

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Aveva incassato il plauso di Stephen King, che non esitò a definirla "una vera delizia", eppure questo non è bastato a salvarla. Netflix ha infatti deciso di interrompere The Boroughs dopo una sola stagione, con una scelta che ha colto di sorpresa anche gli osservatori più attenti, i quali davano per scontato il rinnovo di una serie che portava la firma illustre dei fratelli Duffer, gli artefici del fenomeno mondiale Stranger Things.

Una doccia fredda per chi sperava in un nuovo, longevo successo targato dalla coppia che ha ridefinito il genere fantascientifico in televisione, e che ora si trova a fare i conti con un avvio di percorso post-Stranger Things decisamente in salita.

Un addio inaspettato nonostante i segnali positivi

La decisione della piattaforma, arrivata a meno di un mese dal debutto della serie, appare ancora più stridente se si considera il clima che aleggiava dietro le quinte.

Secondo quanto riportato da Deadline, e confermato da altre testate, si era addirittura parlato di un possibile rinnovo, con tanto di writers' room già aperta per gettare le fondamenta della seconda stagione, un segnale che solitamente prelude a una continuità produttiva e che mirava a evitare quei lunghi intervalli tra un ciclo di episodi e l'altro, da sempre un cruccio per gli appassionati del binge watching.

Le voci che circolavano negli ambienti produttivi erano talmente incoraggianti da ipotizzare persino la lavorazione consecutiva della seconda e della terza stagione, un investimento importante che lasciava presagire la volontà di trasformare The Boroughs in un nuovo pilastro del catalogo, ma che evidentemente è stato accantonato con una rapidità che ha dell'incredibile.

Il peso dei numeri e il confronto con Stranger Things

A decretare la fine di questa avventura fantascientifica, ambientata in una casa di riposo nel deserto del New Mexico dove un gruppo di anziani si coalizza contro una minaccia ultraterrena, sono stati i numeri, o meglio, la loro lettura in chiave di sostenibilità economica. Sebbene la serie, creata da Jeffrey Addiss e Will Matthews, avesse totalizzato un complessivo di 18,8 milioni di visualizzazioni, il dato che ha fatto suonare il campanello d'allarme è stato il crollo verticale degli ascolti nel corso delle settimane.

Dopo un debutto che si era attestato su un 5,6 milioni di visualizzazioni nel weekend di lancio, giudicato già piuttosto modesto per una produzione di tale caratura, il picco di 9,5 milioni raggiunto nella prima settimana completa è stato immediatamente vanificato da un calo drastico a 3,7 milioni nella settimana successiva.

Un andamento altalenante che ha suggerito ai vertici Netflix una scarsa capacità della serie di attrarre nuovo pubblico nel lungo periodo, elemento cruciale per giustificare costi di produzione che, visti il cast stellare e gli effetti speciali, non dovevano essere certo irrisori. A pesare, verosimilmente, è stato anche il paragone, forse inevitabile ma sicuramente impietoso, con il colosso Stranger Things, le cui aspettative di ascolto hanno finito per schiacciare un progetto che, seppur valido, non è riuscito a replicarne l'impatto mediatico.

L'elogio di King e le recensioni positive non bastano

A rendere la vicenda paradossale è il fatto che il giudizio della critica non fosse affatto negativo. Anzi, The Boroughs aveva raccolto recensioni più che positive, con un punteggio del 97% su Rotten Tomatoes che testimoniava l'apprezzamento della stampa specializzata, la quale aveva lodato l'originalità di una serie capace di ribaltare i canoni del genere, sostituendo i classici adolescenti in pericolo con un gruppo di anziani protagonisti.

Lo stesso Stephen King, scrittore simbolo dell'horror contemporaneo, non aveva esitato a incoronarla come una piccola perla, un endorsement che vale oro in termini di credibilità ma che, evidentemente, non basta a compensare un interesse del grande pubblico ritenuto non all'altezza delle spese affrontate. Alla luce di questi presupposti, la cancellazione appare una scelta dettata da un pragmatismo aziendale spinto, dove il plauso della critica e il supporto di un'autorità come King soccombono di fronte all'implacabile giudizio dei dati di ascolto.

Un futuro incerto per i Duffer dopo la fine di Stranger Things

Questa battuta d'arresto rappresenta un'increspatura non da poco nel percorso dei fratelli Duffer al di fuori dell'universo di Hawkins. Con Stranger Things ormai conclusa da oltre un anno, e altri progetti come la miniserie Something Very Bad Is Going to Happen già archiviati, il loro rapporto con Netflix sembra essere entrato in una fase di ridefinizione.

The Boroughs era il secondo progetto fantascientifico prodotto dai Duffer lanciato nell'arco dello stesso anno, e questa sovrapposizione, al netto della mole di lavoro e della spesa per il marketing, potrebbe aver creato una certa confusione o saturazione nel pubblico, contribuendo a ridimensionare il successo del singolo titolo.

Nonostante l'accordo multimilionario firmato con Paramount per lo sviluppo di nuovi film e serie, la cancellazione di The Boroughs lascia intravedere i primi scricchiolii di una macchina produttiva che, forse, dovrà reimpostare le proprie strategie per riconquistare l'attenzione del pubblico e, soprattutto, la fiducia della piattaforma.

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