Vlahovic torna in gruppo e si avvicina la convocazione per Udine: le sensazioni dalla Continassa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla ripresa degli allenamenti dopo i due giorni di riposo concessi da Luciano Spalletti, la notizia più attesa dai tifosi bianconeri – e, verrebbe da aggiungere, dai fantallenatori che lo hanno tenuto in panchina per tutto questo tempo – è finalmente arrivata: Dusan Vlahovic, che non gioca una partita ufficiale da oltre tre mesi, ha sostenuto l’intera seduta mattutina con il resto della squadra. Il centravanti serbo, il cui ultimo gol in campionato risaliva a un periodo ancora lontano dall’arrivo di Spalletti sulla panchina della Juventus, ha così dimostrato di aver ormai smaltito i problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dal rettangolo verde, un recupero che arriva nel momento cruciale della stagione, con la squadra impegnata nella rincorsa a un piazzamento utile per la prossima Champions League. La seduta alla Continassa, va detto, non è stata solo un banale test per verificare le sue condizioni, ma una prova generale che lo ha visto confrontarsi con i compagni senza mostrare segni di affaticamento o limitazioni, spianando di fatto la strada verso la trasferta di Udine. L’attaccante, che dovrà inevitabilmente ritrovare minutaggio e condizione dopo un lungo stop, va quindi verso la convocazione per l’anticipo del sabato sera al Bluenergy Stadium, dove potrebbe tornare a sedersi in panchina per poi magari assaporare un primo spezzone di gara.

Il recupero fisico e i nodi tattici in vista della gara

La notizia del suo pieno recupero, per quanto attesa, ridisegna parzialmente le gerarchie offensive a disposizione del tecnico di Certaldo, il quale nelle ultime settimane aveva dovuto fare a meno del suo centravanti di riferimento, affidandosi a soluzioni alternative che non sempre hanno convinto. Con Vlahovic nuovamente a disposizione, Spalletti si trova ora a dover gestire il reinserimento di un giocatore che, nonostante la lunga assenza, rappresenta pur sempre il peso specifico maggiore in area di rigore; tuttavia, appare improbabile che l’ex Fiorentina possa essere gettato nella mischia dal primo minuto, considerando i tanti mesi trascorsi lontano dal campo e la necessità di non forzare i tempi per evitare ricadute. Più verosimile, invece, l’ipotesi di un suo utilizzo nella ripresa, magari a partita in corso, per consentirgli di riprendere confidenza con il ritmo agonistico e magari ritrovare quella continuità di rendimento che sembrava aver smarrito prima dell’infortunio. Nel frattempo, la squadra prepara la sfida contro l’Udinese con la consapevolezza che una vittoria permetterebbe di portare ulteriore pressione alle concorrenti per un posto in Europa, e la semplice presenza di Vlahovic in panchina costituirebbe comunque un’arma in più a gara inoltrata.

Le prospettive contrattuali tra rinnovo e futuro

Parallelamente al recupero atletico, che tiene banco in ottica immediata, la società sta lavorando sottotraccia per definire l’assetto futuro del reparto avanzato, un tema che riguarda da vicino proprio il numero nove serbo. Il suo contratto, in scadenza nel giugno del 2026, era stato al centro di voci contrastanti nelle scorse settimane, con un possibile addio che sembrava concreto, ma nelle ultime ore il quadro pare essersi sbloccato. La dirigenza, spinta anche dalla volontà espressa dallo stesso Spalletti di costruire attorno a Vlahovic il progetto tecnico, avrebbe riaperto i dialoghi con l’entourage del giocatore, mettendo sul piatto una proposta di rinnovo che prevede un adeguamento al ribasso dell’ingaggio, in linea con la nuova politica salariale del club. La trattativa, che si annuncia complessa per via delle commissioni richieste dagli agenti e per la differenza tra l’attuale ingaggio e la nuova offerta, vede il giocatore aperto a rimanere, a patto che si trovi una quadra economica soddisfacente per entrambe le parti; in caso contrario, il Milan resta vigile, pronto a inserirsi qualora la situazione dovesse arenarsi definitivamente.

La gestione della punta e le alternative in attacco

Se il futuro contrattuale è un tema che si sviscererà nei prossimi mesi, nell’immediato Spalletti deve risolvere il rebus offensivo per la trasferta friulana, considerando che Vlahovic non è ancora nelle condizioni di giocare novanta minuti. Jonathan David, reduce da prestazioni opache e da qualche fischio dello Stadium, non sembra aver convinto pienamente il tecnico, mentre Lois Openda ha trovato pochissimo spazio ultimamente, motivo per cui l’ipotesi di un tridente leggero con Kenan Yildiz schierato come falso nueve, oppure l’inserimento di Weston McKennie in quella posizione, resta concreta. Il rientro del serbo, insomma, offre a Spalletti una soluzione in più per la fase finale della gara, ma non risolve i problemi di formazione iniziale, considerato che il centravanti ha saltato ventidue partite e necessita di minuti nelle gambe per tornare a essere letale sotto porta. La sensazione, filtrata dalle voci di chi segue quotidianamente la squadra, è che la priorità sia quella di rivederlo in campo, anche solo per mezz’ora, per poi valutare di partita in partita il suo minutaggio, in un crescendo che possa portarlo a essere nuovamente determinante nel rush finale del campionato.

Description: Dusan Vlahovic torna ad allenarsi in gruppo alla Continassa: il serbo recupera dall’infortunio e verso la convocazione per Udinese-Juventus. Le ultime sul rinnovo.

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