Tokyo chiude in rialzo: il Nikkei avanza dello 0,51% grazie alle aziende legate alla domanda interna

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Borsa di Tokyo ha registrato una chiusura positiva, con l’indice Nikkei che ha guadagnato lo 0,51%, portandosi a 37.724,11 punti, mentre il più ampio Topix è salito dello 0,64%, toccando i 2.769,49 punti. A trainare la performance sono state principalmente le società esposte al mercato interno, meno vulnerabili alle tensioni commerciali globali, nonostante l’incertezza sui dazi statunitensi, la cui minaccia resta concreta.

Il governo giapponese, consapevole delle ripercussioni che le barriere doganali potrebbero avere sull’economia, ha annunciato un pacchetto di sostegno per le piccole e medie imprese, che rischiano di subire gli effetti delle politiche protezionistiche di Donald Trump. Se da un lato il rinvio dei dazi sull’Europa al 9 luglio aveva rasserenato i mercati nelle sedute precedenti, dall’altro permangono timori per eventuali nuove misure contro altri partner commerciali, Mosca compresa.

A Piazza Affari, intanto, i primi scambi hanno visto protagoniste alcune realtà industriali come Prysmian (+2%) e Tim (+2%), mentre Leonardo ha proseguito il suo rimbalzo (+1,2%). In controtendenza, il settore del lusso ha mostrato segni di debolezza, con Moncler in calo dello 0,3%, e Mediobanca ha ceduto lo 0,6% in un contesto ancora influenzato dalle tensioni sindacali.

Bill Reinsch, già sottosegretario al Commercio durante l’amministrazione Clinton e oggi esperto di politiche commerciali al Center for Strategic and International Studies, ha definito "bullismo" l’approccio di Trump verso l’Europa, sottolineando come le due sponde dell’Atlantico rimangano distanti nonostante i negoziati. Le mosse di Washington, che alternano minacce e proroghe, continuano a creare instabilità, mentre gli analisti avvertono che l’accumulo di tensioni potrebbe avere ripercussioni più ampie sull’economia globale.

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