Operazione antimafia Nebrodi 2: arresti e sequestri nel mondo agricolo
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Redazione Interno
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L'operazione antimafia "Nebrodi 2", coordinata dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dalla procura di Messina, ha portato all'arresto di 23 persone su 60 indagate. Questa operazione ha coinvolto i Ros, il comando tutela agroalimentare dell'Arma, la guardia di finanza e la squadra mobile di Messina.
Sequestri e arresti
Sono state eseguite 14 misure interdittive e sequestrati preventivamente 349 titoli Agea e oltre 750mila euro nei conti di 8 società. Le famiglie mafiose dei Nebrodi, i Batanesi e i Bontempo Scavo, sono specializzate da anni nelle truffe sui fondi europei. Questi fondi, erogati dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), finivano nelle casse dei clan.
Un prestanome nel Goriziano
Un ex bracciante agricolo è stato utilizzato dalla malavita come prestanome per ottenere, con modalità fraudolente, contributi comunitari. L'uomo, raggiunto nel Goriziano dalla misura interdittiva emessa dal gip del tribunale di Messina, si trovava in Friuli Venezia Giulia per motivi personali. Non avrebbe avuto alcun ruolo strategico nelle ramificazioni della famiglia mafiosa tortoriciana.
Soddisfazione delle autorità
Il Prefetto di Messina, Cosima Di Stani, ha espresso compiacimento per il lavoro svolto dai Ros dell’Arma dei Carabinieri unitamente al Comando Tutela Agroalimentare, alla Squadra Mobile della Questura di Messina e al Comando Provinciale Guardia di Finanza. Questi hanno brillantemente condotto un’ importante indagine, sapientemente diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Messina, conclusa con l’operazione denominata “Nebrodi 2”. Questa operazione segue la precedente operazione “Nebrodi”, scattata nel gennaio del 2020.




