Harry, l’ennesimo pasticcio sulla sicurezza che rischia di far saltare l’incontro con il padre
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il tentativo di riconciliazione tra il principe Harry e re Carlo rischia di trasformarsi nell’ennesimo capitolo di una lunga storia fatta di buone intenzioni e conseguenti, puntuali, marce indietro. Il Duca di Sussex aveva annunciato il suo ritorno nel Regno Unito per luglio, stavolta con tutta la famiglia al seguito, promettendo un incontro tra il sovrano e i nipoti Archie e Lilibet, che non vedono il nonno dal Giubileo di Platino della regina Elisabetta nel 2022.
E invece, proprio come già accaduto in passato, la visita si è arenata prima ancora di cominciare, a causa della questione spinosa che da anni avvelena il rapporto tra Harry e le istituzioni britanniche: la sicurezza.
La scorta negata dal comitato Ravec
La scintilla che ha fatto deflagrare il caos è stata la decisione del Ravec, il comitato governativo che supervisiona la protezione dei reali e dei personaggi pubblici, di non concedere al principe la scorta armata finanziata dai contribuenti durante la sua permanenza a luglio. Per Harry, che da quando si è trasferito in California ha perso il diritto alla protezione automatica, questa è stata una doccia gelata.
Il problema, come lui stesso ha più volte ribadito, non è trovare un alloggio sicuro – a quanto pare re Carlo gli avrebbe offerto la possibilità di soggiornare in una residenza reale, forse addirittura a Buckingham Palace – ma la mobilità e la copertura durante gli impegni pubblici e privati. "Il rischio segue la persona, non il luogo", ha fatto sapere il portavoce dei Sussex, spiegando che la sicurezza privata non può sostituire le risorse e le informazioni di cui dispone la polizia britannica.
L'ennesimo dietrofront del principe Harry
L'annuncio, arrivato a pochi giorni dalla partenza prevista per il 6 luglio, ha gettato nello scompiglio l'intera organizzazione del viaggio. Da qui la notizia, rilanciata dalla Bbc e da altre testate, che Harry starebbe seriamente valutando l'ipotesi di volare a Londra da solo, lasciando Meghan Markle e i due figli negli Stati Uniti.
Un dietrofront clamoroso se si considera che l'obiettivo dichiarato della trasferta era proprio quello di permettere ai bambini di riabbracciare il nonno e di partecipare agli eventi per il countdown degli Invictus Games a Birmingham, di cui il principe è il fondatore. Fonti vicine al Duca lo descrivono come "profondamente dispiaciuto" per la piega che hanno preso gli eventi, ma determinato a trovare una soluzione per non deludere le aspettative legate ai Giochi.
La decisione finale, che potrebbe ridisegnare completamente la già fragile tregua tra il principe e la sua famiglia d'origine, è attesa nelle prossime ore.
Accuse di interferenze e il fantasma della diffidenza
Il nuovo intoppo ha riacceso le tensioni sotterranee che da sempre caratterizzano il rapporto tra Harry e l'establishment reale. Il principe non ha mai fatto mistero della sua convinzione che il Ravec sia influenzato dalla volontà di Palazzo, e il blocco a tempo indeterminato di una valutazione aggiornata dei rischi per la sua incolumità, che doveva essere pronta per la primavera, non ha fatto che alimentare i suoi sospetti.
La sua richiesta al padre, come ha raccontato lui stesso in un'intervista alla Bbc, non è mai stata di intervenire personalmente, ma di "fare un passo indietro e lasciare che gli esperti facciano il loro lavoro". E invece il rifiuto del Ravec è arrivato a stretto giro di posta, alimentando le critiche di chi, come l'esperto reale Robert Jobson, parla di una "corona divisa", in cui ogni mossa viene interpretata come un attacco o una provocazione, rendendo quasi impossibile qualsiasi avvicinamento sereno.
Un copione già visto per la famiglia Sussex
La sensazione che si respira, anche leggendo le ricostruzioni della stampa britannica, è quella di una beffarda ripetizione della storia. Harry che annuncia un ritorno trionfale, che parla di riconciliazione e di famiglia, per poi ritrovarsi a fare i conti con la dura realtà di un paese in cui, nonostante il titolo e il sangue reale, è diventato un ospite ingombrante e poco gradito alle istituzioni.
L'esito di questa ennesima crisi è ancora tutto da scrivere, ma il messaggio che arriva è chiaro: la distanza, fisica e psicologica, tra il principe e la sua terra natale è destinata a rimanere tale. Se il viaggio a luglio si farà davvero, sarà con ogni probabilità senza i bambini, i veri artefici di quella riconciliazione tanto sognata ma forse mai veramente possibile.




