Vomero, pugno al volto per una bevanda: titolare di pub grave dopo l’aggressione
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Redazione Interno
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Una domanda, due parole, quelle che in un locale notturno equivalgono a un semplice invito a consumare, sono state il prologo di una violenza tanto improvvisa quanto insensata. «Tutto bene? Posso servirle qualcosa?», avrebbe chiesto Emanuele Fiocco, 51 anni, all’uomo entrato nel suo pub poco dopo l’una di notte; il titolare del “The Queen – Gin&Beer”, in via Ruoppolo al Vomero, non ha fatto in tempo a ricevere una risposta che si è ritrovato un pugno in pieno volto, sferrato a freddo per una richiesta di bevanda che nel locale non era disponibile.
Cadendo all’indietro, l’imprenditore ha battuto la testa contro un gradino, perdendo immediatamente i sensi e precipitando in un quadro clinico definito dai medici tra i più gravi che un trauma cranico possa determinare.
Il movente e la dinamica dell’aggressione
Quel pugno scagliato con violenza inaudita, raccontano le prime ricostruzioni degli investigatori, sarebbe stato la risposta a un diniego: l’aggressore, un uomo sulla trentina con capelli corti e neri e dal fisico asciutto, avrebbe chiesto una bibita che il pub non aveva in assortimento, e alla replica pacata del gestore – che non si è limitato a dire di no ma ha chiesto cosa potesse servire in alternativa – ha reagito come se l’offesa fosse stata personale, sferrando il pugno che ha ridotto Fiocco in fin di vita.
La scena, ripresa anche da un testimone che ha tentato di inseguire il fuggitivo per un centinaio di metri, si è consumata in pochi secondi all’esterno del locale, dove la vittima è crollata al suolo riportando un’emorragia cerebrale con effetto compressivo sul cervello; un quadro così drammatico da richiedere un intervento neurochirurgico d’urgenza al Cardarelli, dove l’uomo resta ricoverato con prognosi riservata e in pericolo di vita.
La caccia all’aggressore e le indagini dei carabinieri
L’uomo che ha sferrato il colpo, secondo l’identikit delineato dai carabinieri della compagnia Vomero, era in compagnia di una donna di circa 25 anni, e mentre lui si dava alla fuga lei si sarebbe rivolta agli inseguitori con un «Lasciatelo in pace» che suona quasi come una beffa, considerata la gravità di quanto appena accaduto.
Entrambi, descritti come parlanti con accento napoletano, sono attivamente ricercati; gli inquirenti stanno vagliando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona per dare un volto al picchiatore, che dopo essersi allontanato ha fatto perdere le proprie tracce lasciandosi alle spalle una vittima che lotta tra la vita e la morte.
Il contesto e la risposta delle autorità
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto un’intensificazione dei controlli nel quartiere collinare e ha assicurato che la vicenda sarà oggetto di approfondimento nel prossimo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in un momento in cui il Vomero appare sempre più spesso teatro di episodi di violenza gratuita che alimentano un senso di insicurezza diffuso tra residenti e commercianti.
La brutalità dell’aggressione, scaturita da un pretesto così futile da rasentare l’assurdo, ha sconvolto il quartiere, dove la comunità – che nei fatti di cronaca di queste settimane fatica a riconoscere un filo logico – si interroga su come un diverbio per una bevanda possa trasformarsi in un tentato omicidio, lasciando un uomo in fin di vita e le forze dell’ordine alla ricerca di un responsabile che al momento rimane un fantasma nella notte del Vomero.
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