Meteo, il vortice iberico porta piogge torrenziali al nord mentre al sud si prepara l’assedio del caldo africano
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Redazione Interno
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Che l’illusione di una primavera in anticipo fosse destinata a infrangersi, lo si era già intuito osservando le carte meteorologiche dei giorni scorsi; e puntualmente, quel sole che aveva regalato un assaggio d’estate ai primi di maggio si è trovato spazzato via dalle correnti umide in arrivo dall’Atlantico. Una perturbazione profonda, alimentata da un vortice depressionario che dalla Penisola Iberica ha traslato lentamente il proprio baricentro verso la Francia, sta ora attraversando il Mediterraneo portando con sé una quantità d’acqua impressionante, destinata a scaricarsi in particolare sul Nordovest della Penisola. Le stime parlano di accumuli incredibili: in sole quarantotto ore, su alcune aree come la Liguria di Levante, l’alta Toscana e i settori settentrionali della Lombardia e del Friuli, sono caduti oltre duecento millimetri di pioggia -10, una quantità che da sola eguaglia l’intero apporto idrico medio di una stagione primaverile.
L’area nord sotto scacco tra nubifragi e rischio idrogeologico
Non si placa, dunque, l’ondata di maltempo che ha costretto i territori del Centro-Nord a fare i conti con una violenza atmosferica fuori stagione. Le ore notturne hanno registrato un’intensificazione dei fenomeni, con la Toscana letteralmente assediata dagli acquazzoni: si segnalano picchi di 91 millimetri a San Giuliano Terme e 71 millimetri a Pisa, mentre le province di Lucca e Massa hanno ampiamente superato la soglia dei 60 millimetri. Non va meglio in Liguria, dove Rapallo ha registrato 41 millimetri, e nel Varesotto, dove a Cuasso al Monte il pluviometro ha segnato 42 millimetri. Il quadro, insomma, è quello di un territorio messo a dura prova dalla cosiddetta “goccia fredda” posizionata sulla Francia, che agisce come una pompa convogliando correnti sud-occidentali cariche di umidità verso l’Italia e innescando quei moti verticali che sono il carburante dei temporali più violenti. E a riguardo, i dati relativi ai fenomeni convettivi sono eloquenti: nel Milanese, nel Comasco e in Brianza si sono registrate grandinate di grosse dimensioni, mentre nel Rodigino e a sud di Como sono state segnalate vere e proprie supercelle – sistemi temporaleschi organizzati capaci di produrre raffiche di vento distruttive e, nei casi più estremi, anche tornado.
Lo stallo barico e l’assenza dell’alta pressione
A rendere particolarmente vulnerabile il versante tirrenico e gran parte del distretto padano è una condizione barica che al momento non mostra alcuna intenzione di stabilizzarsi. Le correnti atlantiche, approfittando della momentanea assenza di un solido campo di alta pressione all’interno del Mediterraneo, continuano a scorrere indisturbate, garantendo un flusso costante di perturbazioni destinate a battere il Centro-Nord a ripetizione. Se è vero che le prossime ore potrebbero segnare un lentissimo, graduale miglioramento in termini di tregua, i modelli previsionali indicano però l’arrivo di un nuovo fronte già nella giornata di venerdì 8 maggio: sarà un’altra botta di maltempo, questa volta destinata a spostare il proprio fuoco su territori specifici. Si tratta di una dinamica atmosferica che conferma una tendenza ormai consolidata per questa primavera, caratterizzata da passaggi repentini da una fase all’altra senza quelle pause di stabilità che un tempo rappresentavano la norma.
La divisione territoriale e l’avanzata dell’aria subtropicale
Mentre ombrelli e giacche a vento sono diventati i protagonisti indiscussi della vita quotidiana nelle regioni settentrionali, il destino del Sud Italia sta seguendo una rotta diametralmente opposta, quasi come se esistessero due nazioni separate da un invisibile muro meteorologico. I forti venti meridionali che accompagnano questa fase perturbata non portano solo pioggia, ma svolgono un ruolo fondamentale nel trasportare ingenti quantità di aria calda di origine subtropicale verso il bacino del Mediterraneo centrale. È questa la ragione per cui, parallelamente al diluvio che colpisce il Nord, il Meridione si trova già ora a godere di condizioni decisamente più miti; uno scenario destinato a cambiare marcia in modo netto nel corso del prossimo fine settimana. L’alta pressione nordafricana, rimasta finora ai margini, sta infatti “scaldando i motori” e si appresta a invadere la scena meteorologica italiana, determinando la prima vera ondata di caldo della stagione.
Picchi di 34 gradi in Sicilia e la fine della tregua al nord
Gli scenari previsti per domenica 10 maggio – che tra l’altro coincide con la Festa della Mamma – delineano un quadro da piena estate all’estremo Sud, con temperature che in Sicilia, in Calabria e nelle zone interne della Puglia settentrionale potrebbero toccare picchi compresi tra i 32 e i 34 gradi Celsius. Sarà un assaggio di caldo africano piuttosto intenso per il periodo, tale da spingere molti a cercare refrigerio sulle spiagge. A fare da contraltare a questa impennata dei termometri, però, ci sarà il perdurare dell’instabilità al Nord: se è vero che si intravede una parziale attenuazione dei fenomeni più estremi, i residui dell’instabilità atlantica potrebbero infatti generare nuove precipitazione proprio sulle aree settentrionali nel corso dello stesso weekend, mantenendo alta l’attenzione sul versante idrogeologico. Un’Italia, quella del 2026, che conferma di dover fare i conti con una variabilità meteorologica sempre più estrema, dove la convivenza forzata tra nubifragi e calura rappresenta ormai la nuova normalità.




