Il vortice Jolina si abbatte sul Sud, attese piogge torrenziali fino a martedì
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Redazione Interno
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Il quadro meteorologico italiano, nel corso di questo fine settimana, sta subendo una repentina e decisa evoluzione, legata all'azione di un profondo vortice di bassa pressione. Si tratta di Jolina, il sistema perturbato che, dopo aver già flagellato con piogge intense e nevicate il settore nord-occidentale della Penisola – dove in Piemonte e Liguria si sono registrati accumuli pluviometrici fino a cento millimetri e oltre un metro di neve fresca sulle Alpi – si sta ora spostando verso il Mediterraneo centrale. Il minimo barico, posizionato a ovest della Sardegna, tenderà a migrare nelle prossime ore, andando di fatto a "annidarsi" nello Stretto di Sicilia; da quella posizione, e successivamente dal Mar Libico dove evolverà, il vortice continuerà ad attingere energia, convogliando masse d'aria umida e instabili direttemente verso le regioni meridionali, che si apprestano a vivere la fase più acuta dell'evento.
La perturbazione si isolerà sul Mediterraneo, bersaglio principale il Mezzogiorno
Il meccanismo che regola questa fase di maltempo severo è tipico delle perturbazioni autunnali e invernali, seppur in un mese di marzo che finora aveva regalato tepore primaverile. La saccatura di origine nord-atlantica, dopo aver interagito con il continente europeo, ha subito il cosiddetto "taglio" della sua alimentazione fredda, un processo che porta all'isolamento del sistema perturbato sul bacino del Mediterraneo. Questo fenomeno, lungi dall'attenuare la forza del vortice, lo trasforma in una sorta di "ciclogenesi" locale, capace di auto-alimentarsi e di persistere per diversi giorni sulla stessa area. Sarà proprio questo il copione per Jolina: il suo centro depressionario, una volta posizionatosi tra il Canale di Sardegna e le coste nordafricane, si bloccherà, rimanendo "ingabbiato" e stazionario per oltre 48 ore consecutive. Di conseguenza, le regioni che si trovano sul bordo orientale di questa circolazione ciclonica, ovvero Sicilia e Calabria su tutte, verranno investite da un flusso continuo e umido di correnti sciroccali, responsabili di precipitazioni abbondanti e persistenti.
Stremi accumuli pluviometrici attesi sulla fascia ionica, venti fino a 80 km/h
L'elemento di maggiore criticità, per le giornate di lunedì 16 e martedì 17 marzo, sarà rappresentato dagli eccezionali quantitativi di pioggia che potrebbero cadere su alcune aree. I modelli previsionali, incrociati dai principali centri meteorologici, indicano con crescente preoccupazione la possibilità che sulla fascia ionica della Calabria e della Sicilia orientale si possano superare i 200 millimetri di accumulo nel giro di poche decine di ore. Un quantitativo, questo, che normalmente ci si aspetterebbe in interi mesi autunnali e che, concentrato in un lasso di tempo così ristretto, aumenta esponenzialmente il rischio di nubifragi e di rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici dei corsi d'acqua, con possibili situazioni di dissesto idrogeologico. A complicare il quadro, si aggiungerà anche il fattore vento: sono attese raffiche di burrasca, con intensità che potranno toccare gli 80 chilometri orari, in particolare sui settori costieri e sui rilievi, determinando un conseguente mare molto mosso o agitato lungo i bacini dello Ionio e del Canale di Sicilia.
La Protezione Civile valuta le allerte, i sindaci monitorano la tenuta del territorio
Di fronte a questa evoluzione, il Dipartimento della Protezione Civile ha già diramato i consueti avvisi di condizioni meteorologiche avverse, che vengono costantemente aggiornati in base all'evolversi della situazione. Per la giornata di domenica 15 marzo era già stata emanata un'allerta gialla su tutta la Calabria e su vaste aree della Sicilia, ma le proiezioni lasciano presagire un probabile innalzamento della soglia di attenzione già nelle prime ore di lunedì, quando si attendono i fenomeni più intensi. Il rischio concreto, come sempre accade in queste circostanze, è che i temporali, anche a causa della conformazione orografica del territorio, possano assumere localmente carattere di "supercella", ovvero strutture temporalesche particolarmente organizzate e violente, capaci di scaricare ingenti volumi d'acqua in pochissimo tempo, con buona pace della tenuta del reticolo idrografico minore e dei sistemi di smaltimento delle acque piovane dei centri urbani. L'attenzione, a questo punto, si sposta sulle valutazioni che i singoli amministratori locali, i sindaci delle province interessate, dovranno compiere nelle prossime ore riguardo alla chiusura di scuole e alla gestione della viabilità, un provvedimento, questo, che appare sempre più probabile con il progredire dell'ondata di maltempo.




