Matrimoni in Italia, il “sì” costa fino a 118 mila euro e per le nozze si accendono prestiti per 400 milioni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sposarsi, in Italia, è diventato un affare che pesa sempre più sulle tasche degli sposi, con una forbice di spesa che, per un ricevimento tradizionale da cento invitati, oscilla tra i 48 mila e i 118 mila euro. Un rincaro, questo, che registra un incremento fino all’11% rispetto all’anno precedente e che, inevitabilmente, ha impresso una significativa frenata al numero di celebrazioni, sceso del 5,9%. La struttura dei costi, come emerge dalle rilevazioni dell’Osservatorio Federconsumatori e da altre analisi di settore, vede al vertice delle voci di spesa la location e il banchetto, fattori che assorbono da soli circa il 42% del budget totale previsto. A queste cifre, che per la ristorazione possono arrivare a toccare i 250 euro a ospite, si aggiungono quelle per l’abbigliamento (fino a 12.500 euro complessivi tra i due sposi), gli addobbi floreali che sfiorano i 10 mila euro, e il servizio fotografico, divenuto ormai un elemento irrinunciabile con richieste in crescita del 21%.
Nozze con il debito: 400 milioni stanziati e importi record in Lombardia
Per far fronte a questi esborsi, spesso insostenibili con le sole liquidità disponibili, è sempre più frequente la scelta di ricorrere al credito. Nel corso dell’ultimo anno, le coppie italiane hanno stipulato prestiti dedicati alle celebrazioni per un valore complessivo di circa 400 milioni di euro, con una rata media di 8.800 euro da restituire solitamente in 60 mesi. Questa tendenza, sottolineata dall’analisi di Facile.it e Prestiti.it, fotografa una realtà in cui l’età media di chi chiede un finanziamento si è alzata notevolmente, passando da 39 a 43 anni, a testimonianza di una posticipazione del matrimonio dettata dalla ricerca di una maggiore solidità patrimoniale. Se si guarda al dettaglio territoriale, spiccano i dati della Lombardia, dove il prestito medio sale a 9.545 euro; Como, in particolare, si distingue come la provincia più cara raggiungendo gli 11.329 euro di finanziamento richiesto, seguita da Sondrio (10.395 euro) e Varese (10.156 euro).
L’era del “microwedding”: invitati ridotti e location verdi
Di fronte a questi numeri, il modello tradizionale della “festa più grande della vita” sta cedendo il passo a una nuova concezione dell’evento, molto più intima e dimensionata sulle reali possibilità economiche. Il report di ProntoPro per il 2026 certifica questa inversione di tendenza: i matrimoni diventano più raccolti, con una coppia su due che preferisce invitare meno di 50 persone e una percentuale significativa (il 21%) che si ferma addirittura a 30 invitati. Ne conseguono scelte strategiche precise: si abbandonano i grandi alberghi per sposarsi in agriturismi (preferiti dal 26% delle coppie) oppure in giardini e parchi, location che permettono spesso di risparmiare sulla scenografia naturale e di ridurre i costi di allestimento. Anche la composizione della lista degli invitati risente di questa austerity, con il 47% delle coppie che limita la presenza di bambini a un massimo di dieci unità.
Strategie di risparmio e ricorso alle rate
Nonostante la flessione dei festeggiamenti, la volontà di celebrare l’unione resta forte, e ciò spinge verso soluzioni ibride che mescolano ridimensionamento e qualità. Se da un lato si taglia sul numero dei commensali, optando per aperitivi o buffet al posto del pranzo formale per risparmiare fino al 60%, dall’altro non si vuole rinunciare ai servizi professionali che immortalano la giornata. Oltre al fotografo, aumentano le richieste per il catering (+56%), per un violinista (+25%) o per un wedding planner (+12%), figure che garantiscono un risultato curato pur mantenendo un numero chiuso di ospiti. I 400 milioni di euro erogati in prestiti – che arrivano a coprire anche le spese accessorie come l’intrattenimento o il viaggio di nozze – rappresentano, quindi, lo strumento che consente a molte coppie di coniugare il sogno romantico (quello stesso che, come noto, continua ad affascinare il pubblico internazionale) con la dura realtà dei conti di fine mese, trasformando un debito in un investimento emotivo rateizzabile nel tempo.




