Crimson Desert, la balena che ingoia i giocatori e il sorpasso in classifica

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sette anni di sviluppo, un’attesa carica di aspettative e, infine, l’arrivo sugli scaffali (digitali) di quello che si preannuncia come uno dei fenomeni dell’annata videoludica. Crimson Desert, il kolossal open-world targato Pearl Abyss, ha fatto il suo ingresso nel mercato la scorsa settimana con numeri da record, ma anche con una scia di polemiche e particolarità tecniche che stanno dividendo la critica e i giocatori.

A livello commerciale, il risultato è innegabile: il Titolo ha superato le tre milioni di copie vendute in meno di sette giorni, un traguardo raggiunto dopo l’exploit delle due milioni nella sola giornata del debutto. A spingere questa valanga di vendite ha contribuito in maniera decisiva la performance sulla piattaforma Steam, dove il gioco ha conquistato la vetta della classifica settimanale dei titoli più venduti, scalzando concorrenti di peso come Slay the Spire 2 e tenendo a bada il debutto di Death Stranding 2: On the Beach, fermo al terzo gradino del podio. Un risultato, questo, che certifica l’appeal globale del marchio, costruito negli anni grazie al precedente successo di Black Desert.

Tuttavia, a oscurare parzialmente questo successo commerciale sono arrivate le recensioni degli utenti. Nelle prime ore dal lancio, la pagina Steam del gioco mostrava una valutazione “mista”, con una percentuale di gradimento che si aggirava attorno al 60%. Il principale motivo di malcontento, emerso in modo prepotente tra le migliaia di feedback, riguardava la configurazione dei comandi: giudicati macchinosi, complessi e controintuitivi, soprattutto per chi sceglieva di giocare con mouse e tastiera. La stessa Pearl Abyss ha prontamente riconosciuto il problema, rilasciando una dichiarazione ufficiale in cui parlava di “disagio” per l’esperienza di gioco e annunciando l’arrivo imminente di una patch correttiva.

E le correzioni, in effetti, sono arrivate con una rapidità che ha sorpreso gli stessi utenti. Una serie di aggiornamenti, pubblicati a ridosso del lancio, ha introdotto non solo miglioramenti alla reattività dei comandi e l’aggiunta di scorciatoie da tastiera (come la tanto richiesta possibilità di aprire l’inventario con il tasto I), ma ha anche rivisto numerosi aspetti legati alla qualità della vita all’interno del gioco. L’intervento più significativo ha riguardato l’aggiunta di un deposito privato per conservare gli oggetti, la riduzione della difficoltà di alcuni boss e l’implementazione di punti di viaggio rapido più frequenti. L’effetto di queste modifiche si è visto immediatamente: la valutazione su Steam è risalita, passando da “mista” a “molto positiva”, con una percentuale di recensioni positive che ha superato la soglia del 70%.

Oltre ai problemi di controllo, a infiammare il dibattito nelle scorse ore è stata la scoperta – da parte di alcuni giocatori – della presenza di arte generata dall’intelligenza artificiale all’interno degli asset di gioco, in particolare su alcuni cartelli e dipinti. La casa sudcoreana ha ammesso l’accaduto, definendo quelle immagini “parte di una sperimentazione in fase iniziale” e assicurando che la loro inclusione nella versione finale era stata involontaria. Pearl Abyss ha dichiarato di aver avviato una “revisione completa” di tutti gli asset per sostituire quei contenuti, nel tentativo di spegnere le critiche di chi vede in queste scelte una mancanza di trasparenza rispetto alle policy di Steam sull’uso dell’AI.

La balena ai confini del mondo

Ma c’è un altro dettaglio, più legato alla filosofia del game design, che sta facendo parlare di sé e che dimostra come Pearl Abyss abbia voluto lasciare il proprio marchio anche in ciò che tradizionalmente viene considerato un “limite” tecnico. Crimson Desert presenta un mondo di gioco, Pywel, vastissimo – secondo alcune prime stime persino più ampio della mappa di Skyrim. Eppure, come in ogni open che si rispetti, esiste un confine oltre il quale non è possibile spingersi. La soluzione adottata dagli sviluppatori per dissuadere i giocatori dall’esplorare l’ignoto è però tutto fuorché convenzionale.

Non esistono muri invisibili né messaggi di avviso. Se un giocatore, spinto dalla curiosità, decide di spingersi in mare aperto oltre i limiti consentiti – magari a bordo di una barca – il gioco reagisce in maniera narrativa e brutale. Dopo pochi secondi di navigazione in acque proibite, il meteo muta improvvisamente e una gigantesca balena azzurra emerge dagli abissi. L’enorme creatura, con un movimento rapido e inesorabile, divora il protagonista Kliff, causando un game over immediato e il riavvio dall’ultimo checkpoint. Un meccanismo, questo, che trasforma un semplice limite tecnico in un evento di gioco, arricchendo il folklore del mondo e regalando un aneddoto che i giocatori stanno condividendo con divertimento sui social network.

A rendere il quadro ancora più complesso, si sono aggiunte indiscrezioni anonime da parte di un ex sviluppatore dello studio, il quale ha descritto un processo di sviluppo travagliato, con cambiamenti di rotta nella narrazione fino a ridosso della pubblicazione e l’inclusione di elementi (come le isole nel cielo) inseriti in corsa per seguire trend di mercato. Sebbene non confermate ufficialmente, queste rivelazioni hanno alimentato la percezione di un prodotto che, nonostante la potenza di fuoco commerciale, sta cercando di trovare un equilibrio tra ambizione titanica e solidità tecnica.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.