Didarul Islam, il poliziotto che ha cercato di fermare il killer di Park Avenue
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Redazione Esteri
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Il sindaco di New York Eric Adams non ha esitato a definirlo "eroe", e i colleghi della polizia si sono schierati lungo la strada in un silenzioso omaggio mentre l'ambulanza trasportava il corpo senza vita di Didarul Islam. Nella sua casa nel Bronx, intanto, si alternavano amici, vicini e colleghi, tutti riuniti per sostenere la moglie, incinta all’ottavo mese. Islam, uno degli agenti intervenuti durante la sparatoria nell’edificio di Park Avenue, aveva cercato di bloccare l’assalitore prima di essere colpito a morte.
Le immagini dell’irruzione delle teste di cuoio nel grattacielo che ospita gli uffici di Blackstone e della Nfl restituiscono la drammaticità di quei momenti. Quattro le vittime, incluso l’attentatore, Shane Devon Tamura, 27enne di Las Vegas con un passato segnato da disturbi mentali. Tamura, come ha confermato Adams, era un ex giocatore di football alle superiori e riteneva di soffrire di encefalopatia traumatica cronica (Cte), una patologia neurodegenerativa legata ai ripetuti traumi cranici subiti durante l’attività sportiva.
In una nota rinvenuta sul suo corpo, Tamura accusava esplicitamente la Nfl, chiedendo che il suo cervello fosse esaminato post mortem. L’obiettivo dell’attacco, secondo la ricostruzione delle autorità, erano proprio gli uffici della lega di football americano, ma un errore nell’ascensore lo avrebbe portato invece ai piani della Rudin Management. "Voleva colpire la Nfl", ha ribadito Adams, sottolineando come la vicenda riaccenda il dibattito sui rischi legati alle commozioni cerebrali nello sport.




