Crollo in discoteca a Santo Domingo: 184 morti, tra cui autorità e artisti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il tetto della discoteca Jet Set, nel cuore di Santo Domingo, è crollato nella notte tra il 7 e l’8 aprile, mentre sul palco si esibiva Rubby Pérez, celebre interprete di merengue, rimasto ucciso insieme ad altre 183 persone. Tra le vittime figurano personalità di rilievo, come la governatrice della provincia di Montecristi, Nelsy Cruz, e un figlio del ministro dei Lavori Pubblici, Eduardo Estrella, oltre a ex giocatori di baseball delle Major League.

Le operazioni di ricerca, dopo giorni di scavi tra le macerie, sono state dichiarate concluse dalle autorità locali, che hanno escluso la possibilità di trovare ulteriori sopravvissuti. I parenti delle vittime, intanto, affollano gli obitori nella speranza di identificare i propri cari, mentre il governo annuncia un’inchiesta per accertare le cause del disastro. Le prime ipotesi, ancora da verificare, lasciano spazio a interrogativi sulle condizioni della struttura, sebbene non siano state fornite indicazioni ufficiali su eventuali responsabilità.

Papa Francesco, attraverso un telegramma firmato dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, ha espresso il proprio cordoglio all’arcivescovo di Santo Domingo, Francisco Ozoria Acosta, assicurando preghiere per le vittime e vicinanza ai familiari. La Repubblica Dominicana, intanto, affronta uno dei più gravi incidenti degli ultimi decenni, con un intero Paese piegato dal lutto.

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