Quelli della zona rossa Campi Flegrei: un gruppo social per monitorare bradisismo e piani di evacuazione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Anna Peluso, puteolana di 48 anni, ha vissuto in prima persona la crisi bradisismica degli anni Ottanta. Sposata e madre di due figli, lavora come impiegata amministrativa e risiede a Monterusciello, un quartiere sorto dopo il bradisismo negli anni Ottanta. Amministratrice del gruppo pubblico di Facebook "Quelli della zona rossa del vulcano Campi Flegrei," Anna ha creato questo gruppo nel 2018, anche se è dal 2012, in seguito al passaggio ad allerta gialla, che ha iniziato a seguire con maggiore attenzione il monitoraggio vulcanico e la pianificazione d'emergenza.

Anna racconta di essere stata spinta a creare il gruppo dalla volontà di condividere liberamente con altre persone notizie, studi e avvenimenti relativi ai Campi Flegrei e al bradisismo. L'iniziativa ha riscosso un notevole interesse, soprattutto alla luce delle dichiarazioni dell'assessore comunale ai Lavori pubblici Edoardo Cosenza, che ha affermato che il terremoto ai Campi Flegrei non arriverà a 5.1 di magnitudo. Questa affermazione ha suscitato una ridda di domande e dubbi, in particolare sui social.

Il professore Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, analizza la situazione, evidenziando che i movimenti registrati negli ultimi giorni sono inferiori rispetto a quelli di due anni fa e, ancor di più, rispetto agli anni Ottanta del secolo scorso. Tuttavia, Doglioni invita a non sottovalutare il fenomeno, sottolineando l'importanza della continua vigilanza e del monitoraggio.

Il geologo Fabrizio Pisani Massamormile, esperto di progettazione edilizia, adeguamenti sismici e monitoraggi ambientali, critica duramente la diffusione di fake news sui social, attribuendo il panico proprio a queste notizie infondate. Massamormile, già consulente del CNR per progetti di recupero ambientale, analizza il fenomeno della recrudescenza sismica dei Campi Flegrei e i possibili sviluppi nell'area del Napoletano, esortando alla prudenza e all'affidamento esclusivo alle fonti scientifiche ufficiali.

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