Inter, Chivu: "Se vai piano non vai da nessuna parte in Champions. Serve umiltà"
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Redazione Sport
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L'Inter di Cristian Chivu affonda a San Siro contro il Club Brugge nella seconda giornata di Champions League. Il 4-3 finale racconta di una serata in cui i nerazzurri, dominanti in Italia, si sono scoperti fragili e confusi sul palcoscenico europeo. La tripletta di Nicolò Tresoldi e il gol di Romeo Vermant consegnano ai belgi una vittoria storica, mentre per i campioni d'Italia si tratta della settima sconfitta nelle ultime otto partite di Champions, un bilancio che pesa come un macigno.
Un primo tempo illudente e un secondo tempo da incubo
La partita era iniziata con un copione diverso. L'Inter aveva approcciato bene, mantenendo le distanze giuste e creando occasioni con Marcus Thuram, Lautaro Martinez e Federico Dimarco. Il Brugge, però, è passato in vantaggio al 30' proprio con Tresoldi su calcio di rigore, dopo un intervento falloso di Hakan Calhanoglu su Carlos Forbs. La reazione nerazzurra era arrivata poco prima dell'intervallo, con Lautaro abile a pareggiare i conti sugli sviluppi di un assist di Dimarco. Un gol che sembrava poter indirizzare la ripresa su binari più favorevoli per i padroni di casa.
Tresoldi scatena l'uragano e la difesa nerazzurra si sgretola
Nella ripresa, però, è cambiato tutto. Al 63' un errore grave del portiere Josep Martinez, uscito troppo lontano dalla propria area, ha permesso a Forbs di servire Tresoldi per il 2-1 a porta vuota. Undici minuti più tardi è arrivata la tripletta personale dell'attaccante italo-tedesco, abile a sfruttare una ribattuta dello stesso Martinez. La doppietta di Lautaro al 36' della ripresa aveva momentaneamente riacceso le speranze, ma Vermant al 42' ha chiuso definitivamente i conti con il gol del 4-2. Il gol di Ange-Yoan Bonny nel recupero ha solo reso meno amara la sconfitta.
"Nel secondo tempo abbiamo avuto due occasioni chiare, abbiamo perso lucidità, siamo diventati frenetici", ha spiegato Chivu nel dopo gara.
Le parole di Chivu: pressioni sbagliate e distanze lunghe
Il tecnico rumeno non ha cercato alibi. "Il problema sono state le pressioni sbagliate, le distanze lunghe. Quando ci siamo attaccati sui riferimenti siamo arrivati in ritardo", ha dichiarato in conferenza stampa. "Nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara, giusto a volte soffrire è una squadra di Champions. Poi loro per la velocità che hanno ci hanno messo in difficoltà". Chivu ha poi aggiunto: "Una spiegazione non c'è, sappiamo che nelle ultime otto partite ne abbiamo perse sette. A noi mancano sei partite, faremo del nostro meglio cercando di invertire la rotta.
C'è tanto lavoro da fare e da migliorare: dobbiamo pareggiare anche l'intensità dell'avversario, se vai piano non vai da nessuna parte".
Classifica e prospettive europee
Con zero punti dopo due giornate, l'Inter vede complicarsi seriamente il cammino verso la qualificazione diretta agli ottavi. Nella scorsa edizione del torneo, 16 punti sono stati sufficienti per chiudere tra le prime otto, mentre 15 non bastarono ai nerazzurri per evitare i playoff. Il calendario offre ora sei partite per tentare la rimonta, ma la strada è stretta: serviranno vittorie nelle gare in apparenza più abbordabili e almeno un risultato utile negli scontri con Borussia Dortmund e Liverpool.
La classifica provvisoria, con Inter e Napoli ancora a quota zero, racconta di un avvio europeo difficile per il calcio italiano.
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