Corbo e Fabbroni sul Napoli: la vittoria con l'Inter offuscata dall'infortunio di De Bruyne

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria del Napoli contro l'Inter, un successo che assume i contorni di uno scontro diretto dal valore simbolico notevole, viene immediatamente ridimensionata da quello che Antonio Corbo, sulle colonne di Repubblica, non esita a definire "l'ennesimo insulto muscolare" per Kevin De Bruyne. Il giornalista, nel suo editoriale, pur riconoscendo la capacità di Antonio Conte di aver "reso tutta sua la vittoria" e di aver trovato i "chiarimenti che aspettava", fissa l'attenzione sulla fragilità fisica di un giocatore fondamentale, il cui talento, fatto di "rigori e assist che sono tratti d'autore", si scontra con una realtà fatta di continui stop. Il gioco stesso della squadra, secondo l'analisi di Corbo, risente della sua presenza, poiché "rallenta perché pesa il suo passato", con i compagni che lo cercano in modo quasi sistematico e gli avversari, di conseguenza, pronti a stringere sulle linee di passaggio.

Il peso della vittoria e l'analisi di Fabbroni

Sulla stessa lunghezza d'onda, seppur con un tono iniziale di maggiore ottimismo, si è espresso Mario Fabbroni a Radio Napoli Centrale. Il primo posto in classifica, ha sottolineato, rappresenta un'ottima notizia, resa ancor più significativa dall'essere arrivata "vincendo lo scontro diretto contro l'avversaria più quotata per lo scudetto". Aver superato l'Inter al "Maradona" significa, per Fabbroni, molto più di tre punti, potendo costituire un "solco per il futuro del campionato". Tuttavia, anche per lui la "nota dolente" è rappresentata dal reparto infortunati, al punto da affermare, con una certa amarezza, che "dopo l'infortunio di De Bruyne il futuro è nel passato", in un presente costantemente minato dalla mancanza di giocatori chiave.

La dinamica e la gravità dell'infortunio

La dinamica del movimento e l'espressione sul volto di Kevin De Bruyne, come riportato, erano già di per sé indicative di un problema serio. Gli esami strumentali a cui il calciatore si è sottoposto non hanno fatto che confermare i timori, diagnosticando una lesione di alto grado al bicipite femorale della coscia destra. L'episodio, che risale all'incontro con l'Inter, si è verificato subito dopo la realizzazione del rigore dell'1-0, una giocata che era stata a sua volta oggetto di contestazioni. L'uscita dal campo, che è avvenuta con l'aiuto dei sanitari, lasciava pochi dubbi sulla portata dell'accaduto.

I tempi di recupero e le conseguenze immediate

La prognosi, come spesso accade in questi casi, appare lunga e complessa. Si parla esplicitamente di uno stop che potrebbe protrarsi per un periodo compreso tra i tre e i quattro mesi, un lasso di tempo che di fatto conclude in anticipo l'anno solare per il calciatore. La natura dello strappo muscolare, di alto grado, rende addirittura possibile un intervento chirurgico, un'eventualità che allungherebbe ulteriormente i tempi di ritorno. L'infortunio ricorda, per tipologia e gravità, quello patito in passato dal connazionale Romelu Lukaku, sebbene in quel caso il problema avesse interessato un muscolo differente, il retto femorale. Per il Napoli, dunque, la gioia per un successo importante si mescola all'amarezza per la perdita di un elemento di spicco, costringendo la squadra a riorganizzarsi in vista della trasferta di Lecce, dove si prospetta un modulo di gioco differente, il 4-3-3, per sopperire a un'assenza che si annuncia prolungata.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.