Portogallo, Ronaldo non tornerà in Nazionale finché ci sarà Jorge Jesus

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cristiano Ronaldo non tornerà a indossare la maglia del Portogallo fino a quando Jorge Jesus sarà il commissario tecnico. A rivelarlo, come riportato da CNN Portogallo, è stato il giornalista Rui Santos, secondo cui il fuoriclasse dell'Al Nassr ha comunicato in privato la sua decisione dopo lo strappo consumatosi durante l'ultima sosta per le Nazionali. Una rottura che, a questo punto, assume i contorni di una separazione definitiva.

La versione di Ronaldo: «Si è rimangiato la parola data»

Cristiano Ronaldo ha rotto il silenzio con un lungo comunicato diffuso sui social, nel quale ha ricostruito la sua versione dei fatti. «Il commissario tecnico si è rimangiato la parola data», ha scritto il capitano della selezione lusitana, spiegando che l'accordo raggiunto prevedeva un impiego preciso per la partita contro la Norvegia. Secondo il racconto di CR7, il giorno del match un assistente di Jesus gli avrebbe chiesto se fosse disponibile a giocare trenta minuti, nonostante il programma di recupero fisico concordato ne prevedesse l'utilizzo solo nella sfida successiva al Do Dragão.

Ronaldo avrebbe accettato, si sarebbe riscaldato dall'intervallo, ma non è mai stato chiamato in causa, restando in panchina per tutta la partita.

L'abbandono del ritiro e le scuse

Dopo la mancata entrata in campo contro la Norvegia, Ronaldo ha lasciato il ritiro della Nazionale senza salutare i compagni, prendendo un volo per Madrid. Nel suo comunicato, il fuoriclasse ha chiesto scusa ai tifosi portoghesi e ai compagni di squadra per il gesto, definendolo un errore di cui si assume l'unica responsabilità. «Chiedo scusa ai portoghesi che ci hanno sostenuto con grande fervore, chiedo scusa ai tifosi e chiedo scusa a coloro che potrebbero essersi recati allo stadio per vedermi e che io potrei aver deluso», si legge nella lettera.

Ronaldo ha anche confermato di essere disponibile a tornare dopo aver scontato la squalifica che la federazione portoghese gli infliggerà: «Se sarò in forma fisicamente, se giocherò nella mia squadra, dopo aver scontato la squalifica, sarò disponibile a competere e a vincere per la nostra Nazionale».

Il quadro normativo e le possibili conseguenze

L'abbandono del ritiro ha fatto scattare l'articolo 160 del regolamento disciplinare della Federcalcio portoghese, che prevede la sospensione preventiva automatica per chi lascia senza giustificazione le attività della selezione. La norma contempla una sanzione da uno a sei mesi di stop e una multa da 500 a 1.000 euro per i professionisti. La decisione definitiva spetta ora agli organi disciplinari federali, che dovranno stabilire l'entità della punizione.

Secondo quanto riportato dalla stampa lusitana, l'ipotesi di uno stop che si estenda anche agli impegni con l'Al Nassr appare comunque da escludere, dal momento che il Codice Disciplinare della FIFA prevede l'estensione mondiale della sanzione solo per infrazioni di particolare gravità.

La reazione di Jorge Jesus e il precedente con il ct

Jorge Jesus, dal canto suo, ha mantenuto una posizione pubblica di apertura. Dopo la vittoria contro la Norvegia, il commissario tecnico aveva dichiarato che la porta della Nazionale sarebbe rimasta aperta per Ronaldo: «Non so cosa accadrà. Per me tutto è ancora aperto. Se Cris continua a giocare e vuole far parte della Nazionale, perché no?». Il tecnico aveva anche definito l'accaduto un semplice malinteso, negando l'esistenza di un conflitto personale con il giocatore.

La ricostruzione fornita da Ronaldo, tuttavia, delinea un quadro diverso, nel quale la fiducia tra le parti si sarebbe incrinata ben prima dell'episodio di Copenaghen. Nella sua lettera, il fuoriclasse ha ricordato un primo incontro alla Cidade do Futebol, nel quale Jesus gli avrebbe illustrato un piano di utilizzo che prevedeva la presenza in alcune partite e una gestione fisica programmata. Un secondo colloquio, avvenuto a Lisbona su richiesta dell'allenatore, avrebbe confermato gli accordi presi in precedenza. Accordi che, secondo la versione di Ronaldo, non sono stati poi rispettati.

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