Il Cile respinge la nuova Costituzione

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il Cile ha respinto per la seconda volta una proposta di nuova Costituzione. Più di 15 milioni di persone sono state chiamate a votare “A favore” o “Contro” la proposta costituzionale redatta dagli ultraconservatori del Partito Repubblicano.

Il voto e le sue conseguenze

Dopo il fallito plebiscito del 2022, per la seconda volta in soli 15 mesi, i cileni hanno deciso di mantenere la Costituzione ereditata dalla dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990). Il 55% degli oltre 15 milioni di cileni aventi diritto al voto hanno respinto la nuova costituzione.

Il contenuto della proposta

La proposta costituzionale è stata redatta da un comitato dominato dal Partito Repubblicano conservatore, che avrebbe rafforzato i diritti di proprietà e i principi del libero mercato, e avrebbe incluso limiti all’immigrazione e all’aborto.

Le reazioni al voto

Il leader del Partito Repubblicano, Javier Macaya, ha riconosciuto la sconfitta e ha esortato il governo a non sollevare nuovamente la questione. Tuttavia, le agenzie di rating hanno sottolineato che il voto non risolve il dissenso sociale o le divisioni politiche.

Prospettive future

Nonostante il voto, le richieste sociali e le divisioni politiche persistono in Cile. Il processo costituzionale in Cile era cominciato nel 2020 con un primo referendum che aveva confermato la volontà popolare di modificare il testo. Ora, dopo due tentativi falliti di riforma, il futuro della Costituzione cilena rimane incerto.

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