Nel cuore dell’Altomilanese, quei portoni che restano chiusi tutto l’anno si spalancano: a Legnano, Busto Garolfo e Rho tornano le Giornate Fai di Primavera
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Redazione Interno
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C’è sempre, in ogni città, quel palazzo che si incrocia distrattamente durante il tragitto verso l’ufficio, o quella villa di cui si intravede appena il cancelletto tra un condominio e l’altro, e di cui non si conosce la funzione né tantomeno la storia. Il weekend di sabato 21 e domenica 22 marzo, grazie alla trentaquattresima edizione delle Giornate FAI di Primavera, anche nell’Ovest milanese molti di quei luoghi riservati o semplicemente dimenticati diventeranno accessibili, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’opportunità di colmare questa lacuna. L’iniziativa, che rappresenta il più rilevante appuntamento nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico, vedrà la partecipazione di 780 siti sparsi in oltre 400 città italiane, molti dei quali – e questo è il tratto distintivo dell’evento – abitualmente preclusi al pubblico.
Un esercito di volontari per svelare 146 luoghi in Lombardia
Il meccanismo che rende possibile questa ricognizione diffusa della bellezza si fonda sull’attività di 44 presìdi territoriali, tra delegazioni e gruppi FAI, che coordinano una rete sempre più estesa di volontari, un vero e proprio “esercito della bellezza”, come è stato definito dalla delegata al coordinamento volontari FAI di Milano, Christine Edeltraud Wingert. Grazie al loro impegno, in Lombardia saranno 146 i beni visitabili, distribuiti in 59 comuni: si va da palazzi storici a edifici religiosi, da ville nobiliari a siti produttivi e industriali, passando per borghi, parchi e aree verdi. L’edizione del 2026 si presenta con un carico di novità e di aperture straordinarie, alcune delle quali offerte per l’ultima volta prima di sottoporsi a interventi di riqualificazione, mentre altre restituiscono alla memoria collettiva storie inattese di artigianato, impresa e cultura, quei tasselli spesso dimenticati che il Fondo per l’Ambiente Italiano continua a riportare metodicamente alla luce.
Dalla Chiesetta di Rozzano al grattacielo Libeskind: il racconto di una metropoli che cambia volto
Spostando lo sguardo sull’area metropolitana, e in particolare sul capoluogo, il programma delle visite offre una narrazione trasversale di Milano, una città che ha saputo modificare la propria fisionomia attraverso i secoli senza mai perdere la propria identità. Tra le aperture di maggiore richiamo, la Torre Libeskind, soprannominata “il Curvo” nel quartiere CityLife, offrirà una vista inconsueta dall’alto, mentre il Palazzo delle Finanze sarà accessibile per l’ultima volta prima di una profonda ristrutturazione, con la possibilità di visitare il caveau – dove saranno esposti alcuni cimeli della storia finanziaria milanese – e il rifugio antiaereo, mai aperto prima al pubblico. E poi ancora la Scuola Militare Teulié, che rappresenta la più antica istituzione di epoca napoleonica ancora attiva e che ha visto tra i suoi allievi personalità come Silvio Pellico e Ugo Foscolo, testimonia la stratificazione storica della città. In provincia, accanto ai siti già citati dell’Altomilanese, apriranno le porte l’attrezzeria Rancati a Cornaredo, la Chiesetta di Santa Maria Nova al Pilastrello a Vimodrone, Santa Maria alla Fontana “Ad Fontem” a Locate Triulzi e la Chiesa di Sant’Ambrogio a Rozzano, a dimostrazione di come il patrimonio culturale non sia concentrato esclusivamente nei centri storici, ma si estenda capillarmente sul territorio.
Il filo conduttore del 2026 e la memoria di Giulia Maria Crespi
Ogni edizione delle Giornate FAI di Primavera si accompagna a un pensiero guida, e per il 2026 la scelta è caduta su una citazione di Giulia Maria Crespi, presidente onoraria del FAI scomparsa alcuni anni fa: “Ogni seme ha la possibilità di cambiare il mondo”. Un’idea semplice e al contempo potente, che anima l’operato dei volontari, delle delegazioni e dei tantissimi studenti coinvolti nel progetto “Apprendisti Ciceroni”, i quali, dopo un percorso di formazione sostenuto dai loro insegnanti e dai delegati FAI, si trasformano per un fine settimana in narratori d’eccezione, capaci di illustrare ai visitatori il valore intrinseco dei luoghi aperti e delle storie che questi custodiscono. Le visite, come di consueto, si svolgeranno a contributo libero, e l’intero ricavato sarà destinato a sostenere le attività istituzionali del FAI, finanziando interventi di restauro e progetti di valorizzazione, alcuni dei quali particolarmente onerosi, sui 75 beni che l’ente cura, gestisce e conserva. Dal 1993, anno della pionieristica prima edizione, quasi tredici milioni e mezzo di visitatori hanno colto l’occasione per scoprire e riscoprire oltre diciassetemila luoghi speciali sparsi per l’Italia, contribuendo a diffondere quella cultura della tutela e della conoscenza che rappresenta la missione fondativa del Fondo per l’Ambiente Italiano.




