Zelensky ottiene i Patriot, Putin frena sui negoziati: "Kiev ha attaccato i seggi"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il via libera tanto atteso è arrivato: Donald Trump ha autorizzato l'Ucraina a produrre i missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot. L'annuncio è stato dato da Volodymyr Zelensky, che ha spiegato come la decisione sia stata confermata durante il faccia a faccia avuto con il presidente americano a margine dei lavori dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York.

«Durante il nostro ultimo incontro, il presidente Trump mi ha confermato che aveva preso una decisione finale: l'Ucraina riceverà le licenze per la produzione dei missili Patriot», ha dichiarato il leader ucraino ai giornalisti.

Le licenze e i tempi di produzione

La questione delle licenze per la produzione dei Patriot era sul tavolo da mesi. Già in luglio, a margine del vertice NATO in Turchia, Trump aveva lasciato intendere che avrebbe potuto concedere l'autorizzazione, salvo poi fare marcia indietro nelle settimane successive, invocando la necessità di «estrema cautela» prima di dare il via libera. Ora la decisione è stata formalizzata.

Zelensky aveva stimato che l'avvio di una produzione autonoma sul suolo ucraino avrebbe richiesto tra un anno e un anno e mezzo, un lasso di tempo durante il quale Kiev continuerà a dipendere dalle forniture occidentali.

La proposta di un tavolo tecnico negli Emirati

Sul fronte diplomatico, Zelensky ha rivelato che gli Stati Uniti hanno proposto l'organizzazione di un incontro trilaterale a livello tecnico con la Russia, da tenersi negli Emirati Arabi Uniti. «La parte americana ha proposto di preparare un incontro in formato tririlaterale, a livello tecnico. Attendiamo la proposta degli Stati Uniti sulla data. Quanto al luogo, gli Stati Uniti hanno suggerito gli Emirati», ha spiegato il presidente ucraino, precisando che la sua squadra è in attesa di indicazioni concrete da Washington.

La posizione di Mosca e le accuse a Kiev

Dalla Russia è arrivata una risposta fredda. Intervenendo a margine del Forum Internazionale della Cultura a San Pietroburgo, Vladimir Putin ha spiegato che Mosca sta valutando se riprendere o meno i negoziati, ma ha posto delle condizioni. Secondo il presidente russo, la Russia era pronta a riprendere i colloqui con Kiev dopo le elezioni, ma l'Ucraina avrebbe tentato di colpire Mosca e attaccato i seggi elettorali durante il periodo del voto. «Valuteremo attentamente come rispondere a ciò che hanno fatto. Tutte le decisioni, compresa quella sulla ripresa dei negoziati, saranno prese in base agli interessi della Russia», ha dichiarato Putin, aggiungendo che le proposte di soluzione restano «sul tavolo».

Putin ha poi respinto le preoccupazioni europee circa una possibile escalation militare diretta contro il Vecchio Continente. «Non ci stiamo preparando a un conflitto con l'Europa. Non abbiamo un piano del genere. Non c'è alcuna ragione per fomentare tensione con l'Europa», ha affermato il leader del Cremlino.

Gli attacchi notturni su Kiev

Mentre la diplomazia cerca una difficile quadra, sul terreno la guerra non conosce pause. Nella notte tra mercoledì e giovedì, la capitale ucraina è stata colpita da una nuova ondata di droni russi. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha reso noto che il bilancio delle vittime è salito a tre morti, tra cui un ragazzo di quattordici anni, mentre i feriti sono almeno sette. Un drone ha centrato un edificio commerciale nel centro della città.

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