Morta Jennifer Finch delle L7: la bassista aveva 59 anni, il tumore al cervello si è portato via un’icona del punk rock
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è spenta sabato 18 luglio, all’età di 59 anni, Jennifer Finch, storica bassista delle L7, la band che più di ogni altra ha incarnato l’anima ribelle del punk rock americano a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.
La notizia, diffusasi rapidamente nel corso del fine settimana, è stata confermata dalle stesse compagne di band attraverso un messaggio pubblicato sui loro profili social ufficiali, un annuncio che ha gettato nello sconforto i numerosi fan sparsi in tutto il mondo, i quali solo poche settimane fa avevano appreso con apprensione della diagnosi di una forma aggressiva di tumore al cervello che aveva costretto la musicista a rinunciare al tour d'addio del gruppo.
Un tumore al cervello, la battaglia e il messaggio delle L7
A dare l’annuncio della scomparsa di Jennifer Finch, conosciuta anche come Jennifer Precious Finch, sono state le compagne di una vita, Donita Sparks, Suzi Gardner e Dee Plakas, che hanno voluto ricordarla con un lungo e toccante post. “Con il cuore molto pesante annunciamo che oggi è venuta a mancare la nostra amata compagna di band, amica e complice di tante marachelle Jennifer Finch” si legge nel comunicato, che prosegue descrivendo la lunga e coraggiosa battaglia che la bassista ha combattuto contro il glioblastoma che l'ha colpita.
Le L7 hanno voluto sottolineare come Jennifer fosse una persona amata da molti amici, colleghi musicisti e fan sparsi in tutto il mondo, definendola un’originale autentica che ha sempre vissuto seguendo le proprie regole.
Proprio l’impatto della sua arte sulla musica e sulle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla è stato definito dalle compagne come “incalcolabile”. Nel messaggio, la band ha espresso tutto il proprio dolore: "Siamo distrutte dalla perdita della nostra compagna di band, sorella e amica, il cui spirito feroce, l'umorismo e la sconfinata creatività hanno aiutato a dar forma alle L7, cambiando la nostra vita per sempre" hanno scritto le musiciste, sottolineando come il ricordo di Jennifer vivrà per sempre attraverso la musica che ha contribuito a creare.
La scomparsa arriva a poche settimane dall’annuncio, dato dalla band stessa, riguardo la diagnosi e la conseguente impossibilità di Finch di partecipare al tour d’addio "The Last Hurrah", previsto per l'autunno negli Stati Uniti, poiché necessitava di cure mediche intensive e riabilitazione.
Da Los Angeles al mondo, una vita dedicata alla musica e all’arte
Nata a Los Angeles il 5 agosto 1966, Jennifer Finch ha mosso i primi passi nella scena underground californiana durante la metà degli anni Ottanta, militando in band come le Sugar Babydoll, formazione che annoverava tra le sue file anche Courtney Love e Kat Bjelland, e successivamente nelle Pandoras. Fu nel 1986, tuttavia, che la sua carriera prese una svolta decisiva con l’ingresso nelle L7, gruppo fondato nel 1985 da Donita Sparks e Suzi Gardner, in qualità di bassista e seconda voce.
Con lei, la band pubblicò alcuni degli album più celebri e influenti del rock alternativo, come "L7" (1988), "Smell the Magic" (1990) e il celebre "Bricks Are Heavy" (1992), prodotto da Butch Vig, che li portò al successo internazionale grazie a brani come "Pretend We're Dead", "Shove" e "Fuel My Fire". Il loro suono, che mescolava punk, grunge e metal, divenne la colonna sonora di una generazione e contribuì a ridefinire il ruolo delle donne nel rock, spesso in prima linea nel movimento riot grrrl.
Jennifer Finch non è stata solo una musicista, ma anche una fotografa e artista visiva di talento. Fin dalla sua adolescenza, ha documentato con la sua macchina fotografica la nascente scena punk di Los Angeles, catturando immagini che sarebbero diventate una preziosa testimonianza storica dell'underground californiano. I suoi scatti, risalenti al periodo tra il 1979 e il 1995, sono stati esposti nel 2006 nella mostra "14 and Shooting".
Nel 1995, come omaggio alla memoria del padre adottivo, aggiunse il nome "Precious" al suo nome d'arte, un gesto che ne sottolineava il profondo legame con le proprie radici e la propria storia personale.
Il ritorno con la reunion e l'eredità musicale
Nel 1996, senza che le ragioni fossero mai state chiarite pubblicamente, Jennifer Finch lasciò le L7 per intraprendere progetti paralleli come gli OtherStarPeople e The Shocker, per poi ritornare nel 2014, in occasione della reunion della formazione storica. Il suo rientro fu accolto con entusiasmo dai fan, e partecipò attivamente ai tour internazionali e alla realizzazione dell’ultimo album della band, "Scatter the Rats", uscito nel 2019.
La sua carriera, costellata di successi e di una creatività sconfinata, l'ha vista anche cimentarsi come attrice, comparendo nel film "Serial Mom" di John Waters. L'eredità che lascia è immensa, non solo per il contributo dato alla musica, ma per aver rappresentato un simbolo di ribellione e indipendenza per intere generazioni di artiste e fan, consolidando il suo status di icona del punk rock mondiale.




