Il nuovo Superman di James Gunn: una storia di immigrazione e paura, tra cinecomics e filosofia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se c’è un regista che ha saputo rinnovare il genere dei cinecomics, portandolo oltre i cliché del bene contro il male senza rinunciare a una narrazione stratificata, quello è James Gunn. Dopo The Suicide Squad – definibile, senza esagerazioni, come uno dei migliori film di supereroi mai realizzati – il cineasta si è trovato a dirigere Superman, pellicola che segna il rilancio del franchise Dc Comics. Ma il suo approccio, come già accaduto in passato, è tutt’altro che convenzionale.

La pellicola si apre non con un’esplosione di effetti speciali, bensì con un crawl, quelle scritte che scorrono sullo schermo per fornire un contesto narrativo. Una scelta insolita per un film del genere, che ricorda più Star Wars che un tradizionale blockbuster di supereroi. Quel testo introduttivo, però, non è un mero esercizio di stile: serve a sottolineare le origini di Kal-El, il protagonista, presentato non solo come un alieno, ma come un immigrato. Un tema che, in un’epoca di tensioni globali sulle migrazioni, assume un significato politico inatteso.

L’umanità di questo Superman – definibile, con un ossimoro, «troppo umana» – è il fulcro della pellicola. E se Friedrich Nietzsche fosse ancora vivo, probabilmente avrebbe apprezzato l’ambivalenza del personaggio, sospeso tra il divino e il fragile. Non a caso, in Italia, tra il 1954 e il 1970, il nome del supereroe fu cambiato in Nembo Kid, forse per evitare qualsiasi associazione con l’Übermensch del filosofo tedesco, spesso frainteso come precursore dell’ideologia nazista.

Chi si aspetta una trama lineare, però, rimarrà disorientato. Il film di Gunn ha la struttura di un fumetto preso a caso in edicola: ci si ritrova immersi in una storia già iniziata, con personaggi che sembrano familiari ma hanno subito evoluzioni inattese. Un approccio che potrebbe frustrare gli spettatori più tradizionalisti, ma che regala una freschezza inedita al racconto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.