La difterite torna a colpire: il caso di Palermo e i rischi di una malattia dimenticata
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Redazione Salute
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La morte di una bambina di quattro anni e mezzo, Anna Rosa Bartolotta, avvenuta all'ospedale dei Bambini Di Cristina di Palermo, ha riportato l'attenzione su una patologia che sembrava ormai confinata nei manuali di medicina. La difterite, malattia infettiva resa rara dall'obbligo vaccinale introdotto in Italia, si è ripresentata con la sua carica letale, sollevando interrogativi sulla copertura immunitaria della popolazione e sulle scelte di singoli nuclei familiari.
La Procura di Palermo, diretta da Maurizio de Lucia, ha aperto un'inchiesta per fare piena luce sulle circostanze del decesso, disponendo l'autopsia che verrà eseguita all'Istituto di medicina legale del Policlinico, mentre i carabinieri hanno già acquisito le cartelle cliniche per ricostruire ogni fase della vicenda.
I sintomi e il meccanismo della malattia
Per comprendere la gravità di quanto accaduto, è utile ripartire dalle basi cliniche: la difterite è causata dal Corynebacterium diphtheriae, un batterio che, come spiega il professor Antonio Cascio, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, è in grado di produrre una tossina particolarmente aggressiva. Quest'ultima, una volta immessa nel flusso sanguigno, si lega ai tessuti dell'organismo provocando danni estesi, ma il bersaglio più critico è rappresentato dalle vie respiratorie.
La tossina, infatti, causa la formazione di una membrana pseudomembranosa di colore grigiastro che aderisce saldamente alla faringe e alla laringe, ostacolando progressivamente il passaggio dell'aria. I sintomi iniziali, spesso subdoli, assomigliano a quelli di una comune faringite: mal di gola, febbre moderata e malessere generale, per poi evolvere in difficoltà respiratorie sempre più marcate, fino al rischio di asfissia e, come nel tragico caso di Palermo, all'exitus.
Il dramma di Palermo e le indagini
La piccola Anna Rosa, residente nel quartiere dello Zen, non era vaccinata contro la difterite, una circostanza che ha inevitabilmente acceso i riflettori sulle politiche di prevenzione. Nonostante l'antidifterica sia un vaccino obbligatorio per legge in Italia, la scelta dei genitori di non sottoporre la bambina alla profilassi ha rappresentato un fattore determinante per l'evoluzione fatale della malattia.
I medici dell'ospedale Di Cristina hanno ingaggiato una battaglia disperata per strapparla alla morte, ma la potenza della tossina e l'assenza di anticorpi specifici hanno reso vani tutti i tentativi di rianimazione.
La segnalazione all'autorità giudiziaria è scattata proprio in seguito al decesso, e il fascicolo aperto dalla Procura mira a chiarire non solo le dinamiche cliniche, ma anche eventuali profili di responsabilità legati alla mancata vaccinazione, sebbene la legge italiana preveda che i genitori possano esercitare la loro obiezione, sia pure con le conseguenze amministrative del caso.
Il contagio e la gestione dei contatti stretti
La difterite si trasmette per via aerea, attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse o gli starnuti, ma anche tramite il contatto diretto con lesioni cutanee infette. In questo specifico contesto, l'attenzione degli epidemiologi si è concentrata sul cuginetto della vittima, che è stato ricoverato in via precauzionale per accertamenti e per monitorare l'eventuale insorgenza di sintomi.
La profilassi antibiotica per i contatti stretti e la valutazione dello stato vaccinale rappresentano le uniche armi a disposizione per arginare la diffusione del batterio in un contesto familiare; va ricordato, tuttavia, che la malattia non si trasmette con la stessa facilità di altre infezioni respiratorie, richiedendo un contatto prolungato e ravvicinato con il paziente affetto.
La diagnosi definitiva di difterite, peraltro, è ancora in attesa di conferma ufficiale da parte dell'Istituto superiore di sanità, che dovrà validare i risultati delle prime analisi eseguite sull'ospedale palermitano, mentre l'autopsia disposta dalla magistratura fornirà elementi cruciali per stabilire con certezza la causa scatenante del decesso.
La rilevanza della copertura vaccinale
Il caso di Anna Rosa Bartolotta riporta drammaticamente alla memoria un'epoca in cui la difterite rappresentava una delle principali cause di mortalità infantile, prima che la scoperta del vaccino ne riducesse drasticamente l'incidenza. La scomparsa quasi totale della malattia dal panorama italiano aveva generato, in alcuni strati della popolazione, un falso senso di sicurezza, alimentando movimenti di scetticismo nei confronti delle pratiche vaccinali obbligatorie.
L'episodio di Palermo, tuttavia, dimostra come il batterio non sia stato debellato, ma solo messo in ombra dalla protezione di gregge, e come la sua pericolosità rimanga intatta in assenza di una barriera immunitaria adeguata.
La procura, attraverso l'acquisizione delle cartelle cliniche e gli accertamenti medico-legali, cercherà di ricostruire l'esatta sequenza degli eventi che hanno portato alla tragica fine della piccola, mentre la comunità scientifica guarda a questo evento con la preoccupazione di chi sa che la malattia, in assenza di copertura, è pronta a colpire ancora con la stessa violenza di un tempo.
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