Difterite a Palermo, il vaccino e il caso della bimba morta

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La difterite è tornata al centro dell’attenzione dopo la morte a Palermo di Anna Rosa, bambina di quattro anni e mezzo che non era stata vaccinata contro la malattia. La piccola è morta nella notte tra il 19 e il 20 agosto all’ospedale dei Bambini, mentre sulla vicenda sono in corso accertamenti che coinvolgono i genitori e alcuni medici. Il caso riporta in primo piano anche i rischi legati a questa malattia infettiva batterica contagiosa, la cui pericolosità dipende soprattutto dalla tossina prodotta dal batterio e dalla possibilità che vengano colpiti organi vitali. I genitori, attraverso il loro legale, hanno intanto spiegato di non essere no-vax e sostengono che la mancata vaccinazione della figlia sarebbe stata determinata da un impedimento che intendono chiarire davanti ai giudici.

Difterite, dai primi sintomi alle possibili complicanze

Dopo un periodo di incubazione compreso tra due e cinque giorni, la difterite può presentarsi con mal di gola, febbre lieve, debolezza e ingrossamento delle ghiandole del collo. Tra i segnali caratteristici viene indicata la comparsa di una membrana grigiastra nella zona della gola e delle tonsille, una formazione che può arrivare a ostacolare sia la respirazione sia la deglutizione. La gravità dell’infezione non dipende però soltanto dai sintomi locali: il batterio produce infatti una tossina che può diffondersi nell’organismo. Quando questo avviene, possono essere interessati organi vitali come il cuore e il sistema nervoso, elemento che spiega la pericolosità associata alla malattia.

Il caso di Palermo ha assunto particolare rilievo proprio perché riguarda una bambina che non aveva ricevuto il vaccino contro la difterite. Nella ricostruzione fornita attraverso il legale della famiglia, il padre e la madre hanno precisato che la mancata vaccinazione di Anna Rosa non sarebbe riconducibile a una posizione contraria ai vaccini. A sostegno di questa versione hanno fatto presente che gli altri quattro figli sono stati regolarmente vaccinati. Per la bambina, secondo quanto riferito dalla difesa, sarebbe invece sorto un impedimento, circostanza che i genitori intendono spiegare ai magistrati nell’ambito degli accertamenti avviati dopo il decesso.

Morte di Anna Rosa, l’istanza dei genitori e gli accertamenti

L’avvocato dei genitori ha depositato un’istanza con la quale viene chiesto alla Procura di ascoltare la coppia. Padre e madre risultano indagati con l’ipotesi di omicidio colposo per omissione insieme a otto medici dell’azienda ospedaliera Civico, professionisti che, secondo quanto riportato, sono stati denunciati dagli stessi genitori. La ricostruzione della mancata vaccinazione rappresenta quindi uno dei punti attorno ai quali si concentra la vicenda giudiziaria. Da una parte è stato riportato che la bambina non era vaccinata; dall’altra i genitori contestano che questa circostanza debba essere interpretata come conseguenza di una scelta no-vax e chiedono di poter illustrare l’impedimento che, a loro dire, avrebbe riguardato Anna Rosa.

Le diverse ricostruzioni riportate sul caso attribuiscono dunque un ruolo centrale alle ragioni per cui la bambina non aveva ricevuto la vaccinazione. In una delle informazioni diffuse la mancata vaccinazione viene indicata come legata a una scelta dei genitori, mentre la coppia, tramite il proprio avvocato, sostiene che vi fosse invece un impedimento e sottolinea la regolare vaccinazione degli altri quattro figli. Saranno gli accertamenti e le dichiarazioni richieste alla Procura a riguardare questi aspetti della vicenda. Il dato certo contenuto nella ricostruzione è che Anna Rosa era priva della vaccinazione contro la difterite quando è stata colpita dalla malattia che ne ha causato la morte.

I funerali della bambina nella chiesa dello Zen

I funerali di Anna Rosa Bartolotta sono stati celebrati nella chiesa di San Filippo Neri, nel quartiere Zen di Palermo. A officiare la funzione è stato padre Giovanni Giannalia, parroco dello Zen. La cerimonia è arrivata dopo la morte della bambina avvenuta all’ospedale dei Bambini, dove la piccola era stata ricoverata prima del decesso attribuito alla difterite. La vicenda familiare e quella giudiziaria si intrecciano così con l’attenzione tornata sulla malattia, sui suoi sintomi e sulle complicanze determinate dalla tossina batterica. Il vaccino resta l’elemento centrale richiamato dal caso, mentre i genitori chiedono di essere ascoltati per chiarire davanti ai giudici le circostanze che avrebbero impedito la vaccinazione della figlia.

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