Bimba morta di difterite a Palermo, l'Iss conferma: era la tossina. E la task force corre ai ripari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SALUTE Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Salute Redazione Salute   -   La conferma, arrivata dall'Istituto Superiore di Sanità, ha trasformato il drammatico caso di Palermo in una certezza scientifica: Anna Rosa, la bambina di quattro anni deceduta all'Ospedale dei Bambini dell'Arnas Civico-Di Cristina, è stata uccisa dalla difterite. I campioni biologici analizzati, infatti, sono risultati positivi per il Corynebacterium diphteriae, e in essi è stato rilevato il gene della tossina, quel fattore di virulenza che rende l'infezione respiratoria una minaccia concreta e, come in questa circostanza, mortale.

Una certezza che arriva dopo giorni di apprensione e che ora proietta i riflettori non solo sulle responsabilità individuali, ma su un problema di salute pubblica più ampio, che in Sicilia assume i contorni di un'emergenza silenziosa.

Un caso evitabile e la conferma dell'Iss

La piccola, come emerso dalle indagini, non era stata vaccinata, e la scelta dei genitori ha aperto un doppio fronte giudiziario: la Procura per i minori valuta la loro responsabilità genitoriale, mentre la Procura ordinaria ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per omissione di vaccino.

Alberto Mantovani, immunologo di fama internazionale e presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca, non usa giri di parole nel definire l'accaduto: «È una tragedia, ed era evitabile», ha dichiarato, sottolineando come la correlazione tra vaccini e autismo sia stata ampiamente smentita dalla comunità scientifica, un falso che continua purtroppo a circolare e a mietere vittime indirette.

L'Iss, nel suo focus aggiornato sulla difterite, ribadisce che l'immunizzazione contenuta nel vaccino esavalente è sicura ed efficace, un baluardo che ha permesso all'Italia di passare dai duemila decessi annui tra i bambini fino a cinque anni a nessun decesso dalla fine degli anni Settanta fino al 2015. Una conquista che rischia di essere vanificata da disinformazione e scelte individuali.

La risposta della Regione: una task force per le vaccinazioni

A fronte della conferma dell'Iss e della crescente tensione sociale, la Regione Siciliana ha deciso di passare dalle parole ai fatti. L'assessore alla Salute, Marcello Caruso, ha firmato un decreto che istituisce una task force straordinaria, un gruppo di lavoro con il compito di monitorare l'evoluzione del cluster epidemiologico, individuare eventuali nuovi casi e mettere in campo interventi per contenere la circolazione del batterio.

L'obiettivo, come ha spiegato il presidente della Regione Renato Schifani, è duplice: intervenire in maniera mirata e tempestiva per salvaguardare la salute dei bambini e, al contempo, aumentare le coperture vaccinali pediatriche, crollate in modo pericoloso negli ultimi anni. La task force, presieduta dal dirigente generale del Dasoe Giacomo Scalzo, vedrà la collaborazione di pediatri, infettivologi ed esperti di sanità pubblica, con il compito di coordinare le Asp e i medici di base per un'azione capillare sul territorio.

Il dato allarmante delle coperture e l'effetto del caso

La decisione della Regione non è affrettata, ma risponde a un quadro epidemiologico preoccupante. I dati del Ministero della Salute relativi al 2024 parlano chiaro: in Sicilia, la copertura per il ciclo vaccinale di base contro la difterite a 24 mesi si attesta all'85,13%, ben al di sotto della soglia di sicurezza del 95% raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per garantire la cosiddetta immunità di gregge. Questa flessione, accentuata dopo la pandemia, ha creato sacche di popolazione vulnerabile, trasformando l'Isola in un territorio a rischio.

Il caso di Palermo, tuttavia, sembra aver scosso le coscienze. In sole 48 ore dalla morte della bimba, le richieste di vaccino sono aumentate di quasi il 10%, con le Asp di Palermo e Catania costrette a potenziare l'offerta e ad aprire centri vaccinali senza prenotazione per far fronte alla domanda.

Un segnale positivo, ma che non deve far abbassare la guardia: il recupero delle coperture è una sfida che richiede tempo, organizzazione e una costante azione di informazione per contrastare le fake news che ancora serpeggiano, come quelle che legano i vaccini all'autismo.

Il tracciamento dei contatti e la sorveglianza epidemiologica

Mentre la macchina organizzativa si mette in moto, l'Asp di Palermo prosegue senza sosta l'indagine epidemiologica. Dal 17 agosto scorso, sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli di sanità pubblica per il tracciamento dei contatti della piccola Anna Rosa. L'attenzione si è concentrata su una quarantina di persone, tra familiari e conoscenti, sottoposte a tampone e a verifica dello stato vaccinale.

Il cuginetto della bambina, anche lui di quattro anni, è risultato positivo ma, essendo vaccinato, presenta una forma lieve della malattia, con sintomi paragonabili a quelli di una comune sindrome influenzale. Nessun altro caso conclamato è stato al momento accertato, ma la sorveglianza rimane alta. I familiari risultati positivi, per lo più minori, sono stati posti in isolamento e sono sotto costante monitoraggio clinico. Una misura precauzionale, necessaria per evitare che questo tragico evento si trasformi in un focolaio epidemico più esteso.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.