Difterite a Palermo, il silenzio del governo dopo la morte della bimba

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La morte per difterite a Palermo di una bambina di quattro anni non vaccinata ha riaperto il dibattito sulle vaccinazioni obbligatorie pediatriche, mentre il governo Meloni è rimasto finora in silenzio sul caso. Il decesso è avvenuto tra il 19 e il 20 agosto e la vicenda ha riportato l'attenzione su una malattia prevenibile attraverso la vaccinazione. Il mancato intervento dell'esecutivo viene evidenziato anche alla luce delle frequenti prese di posizione di esponenti del governo su altri fatti di cronaca. Intanto, dal mondo medico arrivano richiami alla prevenzione, alla verifica delle coperture vaccinali e alla necessità di accertare eventuali responsabilità nell'assistenza prestata alla bambina.

Difterite a Palermo, Bassetti richiama l'attenzione sulla riapertura delle scuole

Dopo la morte della bambina, l'infettivologo Matteo Bassetti ha lanciato un nuovo allarme in vista della riapertura delle scuole. Il medico ha avvertito che, senza controlli rigorosi sulle vaccinazioni, il rischio di nuovi casi è concreto. Il richiamo riguarda quindi non soltanto quanto accaduto a Palermo, ma anche il tema della prevenzione nel momento in cui bambini e ragazzi torneranno negli istituti scolastici. La vicenda ha così riportato al centro dell'attenzione le vaccinazioni pediatriche e la verifica dei cicli previsti, in un contesto segnato anche dai dati relativi alla copertura vaccinale registrata in Sicilia.

Sulla morte della bambina è intervenuto anche Toti Amato, presidente dell'Ordine dei medici di Palermo e componente del direttivo nazionale Fnomceo. Amato ha sottolineato che ogni denuncia deve essere esaminata e che spetterà alla magistratura stabilire se ci siano state responsabilità nell'assistenza prestata alla piccola. I genitori della bambina hanno infatti presentato una denuncia contro le tre strutture ospedaliere che l'hanno avuta in cura. Accanto agli accertamenti sul percorso sanitario, Amato ha però richiamato quello che considera il punto centrale della vicenda: la difterite è una malattia prevenibile attraverso la vaccinazione e la prevenzione non può diventare un elemento secondario.

Vaccini in Sicilia, i dati sulla copertura dei bambini nati nel 2022

Il caso di Palermo si inserisce in un quadro nel quale vengono segnalate coperture vaccinali inferiori alla media nazionale. Al 31 dicembre 2024, tra i bambini siciliani nati nel 2022, il ciclo di base completo contro poliomielite, difterite, tetano e pertosse risultava effettuato entro i 24 mesi nell'85,13% dei casi. La media italiana indicata era invece di circa il 94,46%, con una differenza vicina ai dieci punti percentuali. Secondo i dati riportati, quello della Sicilia era il valore più basso del Paese, un elemento che ha alimentato nuovi interrogativi dopo la morte della bambina non vaccinata.

Nel materiale relativo alla vicenda viene inoltre riferito che altre persone entrate in contatto con la bambina sono risultate positive, ma senza disturbi oppure con sintomi limitati. Questi soggetti erano vaccinati, anche se viene indicata la possibilità che non avessero ricevuto tutte le dosi previste. Il confronto tra il caso mortale e gli altri contagi ha ulteriormente concentrato l'attenzione sull'efficacia della prevenzione e sul completamento dei cicli vaccinali. Su questo sfondo, la discussione riguarda sia la situazione siciliana sia i controlli richiesti in vista della riapertura delle scuole, mentre proseguono gli accertamenti legati alla denuncia presentata dai genitori.

Il silenzio del governo Meloni rappresenta un altro elemento emerso dopo il caso di difterite a Palermo. Gli esponenti dell'esecutivo vengono descritti come frequentemente presenti nel dibattito pubblico quando fatti di cronaca assumono una dimensione politica, ma sulla morte della bambina non risulta finora una presa di posizione. Nel frattempo, gli interventi citati provengono soprattutto dal mondo medico e insistono su due piani distinti: da una parte l'accertamento delle eventuali responsabilità nell'assistenza sanitaria, affidato alla magistratura, dall'altra il livello della prevenzione vaccinale, tornato sotto osservazione dopo i dati registrati in Sicilia e gli avvertimenti legati alla ripresa delle attività scolastiche.

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