Lucia Dalmasso, dal tramonto dello sci all'alba olimpica nello snowboard
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Lucia Dalmasso, che aveva iniziato la sua carriera sulle nevi come promettente sciatrice, al punto da essere stata selezionata nel progetto Futur FISI, ha visto quel percorso bruscamente interrotto da un infortunio. Un evento che, mentre le precludeva una strada, ne ha aperta un'altra, conducendola verso lo snowboard e verso un risultato che pochi avrebbero potuto pronosticare. A Milano Cortina 2026, nella piccola finale per la medaglia di bronzo, ha avuto la meglio sulla connazionale Elisa Caffont, regalando all'Italia un doppio motivo di soddisfazione in quella che è stata una sfida tutta azzurra. L'atleta, nata a Feltre nel 1997 e in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, ha così coronato una riconversione atletica di successo, dopo che sia lei che la sua rivale diretta avevano dovuto accantonare i sogni d'oro in semifinale.
Un palcoscenico ricco di opportunità per l'Italia
La seconda giornata dei Giochi, domenica 8 febbraio, si è presentata fin dal mattino come un ventaglio denso di occasioni per gli atleti italiani, spaziando dallo sci alpino al biathlon, dallo snowboard al pattinaggio di velocità e di figura. Il programma ha preso il via già nelle prime ore, con le qualificazioni dello snowboard gigante parallelo, sia femminile che maschile, dove sono scese in campo, tra le altre, le azzurre Elisa Caffont e la stessa Lucia Dalmasso. Molti di quelli che hanno seguito le gare, però, attendevano soprattutto l'appuntamento con la discesa libera femminile in programma a Cortina d'Ampezzo, sulla pista Olympia delle Tofane, dove le attese erano concentrate su atlete di chiara fama internazionale.
Le aspettative sulla neve veloce e la gioia sul ghiaccio
Sulla mitica pista delle Tofane, l'attenzione era catalizzata da Sofia Goggia e Federica Brignone, senza tralasciare la possibile sorpresa rappresentata da Laura Pirovano. Goggia, commentando in seguito la propria performance, ha sottolineato con una punta di rammarico come le mancasse proprio la medaglia di bronzo nel suo palmarès, pur precisando che le sarebbe stato certamente più gradito l'oro. Mentre le discesiste si preparavano alla loro prova, sul ghiaccio del pattinaggio di velocità Francesca Lollobrigida viveva una giornata indimenticabile, coincisa peraltro con il suo compleanno. L'atleta, conscia del fatto di poter cogliere un risultato importante già durante lo svolgimento delle ultime batterie, non ha esitato a chiamare la sorella in tribuna per farsi portare il figlio Tommaso, di due anni e mezzo, nato dopo le sue imprese di Pechino 2022.
Le emozioni che vanno oltre il risultato sportivo
La scena della Lollobrigida che abbraccia il figlio, subito dopo aver stabilito il nuovo record olimpico nei 3000 metri, ha rappresentato uno dei momenti più intensi della giornata, dimostrando come le Olimpiadi sappiano intrecciare le gesta atletiche con le storie personali degli sportivi. Una dimensione umana che si è affiancata ai meri risultati cronometrici e alle classifiche, aggiungendo profondità al racconto di una giornata che, da un lato, ha visto l'affermazione di un'atleta risorta come Lucia Dalmasso e, dall'altro, ha regalato attimi di pura vita familiare nel cuore della competizione. Il tutto mentre il programma proseguiva senza sosta, con gli uomini dello snowboard gigante parallelo, come Maurizio Bormolini e Roland Fischnaller, chiamati a loro volta a confrontarsi con il palcoscenico olimpico.




