L’Asp di Trapani e il dramma dei referti in ritardo: tra liste d’attesa e diagnosi mancate

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Da mesi, l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani è al centro di uno scandalo che ha portato alla luce ritardi inaccettabili nella consegna dei referti istologici, con casi in cui i pazienti hanno atteso fino a dieci mesi per conoscere l’esito degli esami. Tra i 3.313 casi arretrati, 356 hanno riguardato diagnosi di tumore, di cui 20 particolarmente gravi. Una situazione che, sebbene abbia dominato il dibattito pubblico negli ultimi tempi, rischia di far passare in secondo piano un altro problema cronico: le liste d’attesa interminabili, soprattutto in una regione come la Sicilia, dove il sistema sanitario mostra da anni crepe profonde.

La vicenda, definita da molti come "senza precedenti" nel panorama italiano, ha avuto un volto preciso: quello di Maria Cristina Gallo, la "paziente zero" di questo scandalo. Professoressa e figura rispettata, ha scelto di denunciare quanto accaduto senza toni accesi, ma con una lucidità che ha messo a nudo le carenze di un sistema incapace di garantire tempestività, elemento cruciale quando si parla di patologie oncologiche. La sua storia, come quella di Gaetano Costanzo – che tra il luglio 2024 e il marzo 2025 ha vissuto otto mesi di attesa angosciante – dimostra come i ritardi non siano solo burocratici, ma abbiano conseguenze irreversibili sulla salute e sulla vita delle persone.

Se i referti istologici in ritardo hanno monopolizzato l’attenzione, poco si è detto sulle carenze strutturali che affliggono l’Asp, a cominciare dalla mancanza di specialisti. A Marsala, ad esempio, la carenza di cardiologi costringe i pazienti a migrare verso altri centri, aggravando le liste d’attesa e rendendo ancora più difficile l’accesso alle cure. Un problema che, seppur diffuso in tutta Italia, in Sicilia assume contorni drammatici, con strutture spesso al collasso e personale medico insufficiente.

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