Referti istologici in ritardo, denuncia del primario all’Asp di Trapani
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Redazione Interno
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La sanità siciliana è tornata al centro dell’attenzione per un caso che solleva interrogativi sulla gestione dei servizi pubblici e sulla tutela della salute dei cittadini. A Trapani, i ritardi nella consegna dei referti istologici hanno portato a una denuncia formale da parte del primario di chirurgia generale di Mazara del Vallo, Pietro Fazio, già nel 2024. Il documento, firmato dal medico e reso noto in esclusiva, evidenziava come fossero stati inviati due solleciti precedenti, rimasti senza risposta. Una situazione che, secondo Fazio, rappresentava un chiaro segnale di disfunzione all’interno dell’Azienda Sanitaria Provinciale (Asp).
Il direttore generale dell’Asp, Ferdinando Croce, ha invece dichiarato di essere venuto a conoscenza del problema solo a luglio, sollevando ulteriori dubbi sulla trasparenza e sull’efficienza della gestione interna. La questione, che coinvolge centinaia di pazienti, tra cui 206 casi oncologici, ha spinto il Codacons a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Trapani. L’associazione ha chiesto di fare luce su possibili responsabilità, sottolineando come i ritardi nella refertazione possano avere conseguenze gravi sulla salute dei cittadini, compromettendo diagnosi tempestive e cure adeguate.
In risposta alla crescente pressione pubblica e mediatica, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha inviato una squadra di ispettori a Trapani il 18 e 19 marzo. Il loro compito è stato quello di ascoltare i vertici dell’Asp, tra cui lo stesso Croce, e i medici del reparto di Anatomia Patologica, per accertare eventuali anomalie e disfunzioni nella gestione amministrativa e dirigenziale. La relazione degli ispettori, attesa per domani, potrebbe fornire elementi chiave per comprendere le dinamiche che hanno portato a questa situazione critica.
Il caso dei referti in ritardo non è solo un problema locale, ma riflette una questione più ampia che riguarda l’intero sistema sanitario nazionale. La differenza tra sanità pubblica e privata, spesso percepita come un divario incolmabile, torna a galla in situazioni come questa, dove i ritardi e le inefficienze rischiano di compromettere diritti fondamentali. La vicenda di Trapani, con il suo carico di sofferenza e incertezza, riaccende il dibattito sulla necessità di riforme strutturali che garantiscano maggiore efficienza e trasparenza.




