L’Asp di Trapani cerca medici analisti dopo lo scandalo dei referti mancati
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Redazione Salute
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L’Asp di Trapani si trova nel mezzo di una crisi sanitaria che ha portato alla luce ritardi e inefficienze, culminati nella mancata refertazione di oltre 3 mila esami istologici. Un caso che ha scosso la fiducia dei cittadini e messo in evidenza le carenze strutturali del sistema sanitario locale. Per far fronte all’emergenza, l’azienda ha avviato una ricerca urgente di medici analisti e anatomopatologi, pubblicando un avviso per l’assegnazione di un incarico di primario all’ospedale Sant’Antonio Abate.
Il ruolo, rimasto vacante dopo il pensionamento del dottor Domenico Messina, ex primario andato in pensione a novembre scorso, rappresenta solo una delle tante criticità da risolvere. Messina, che avrebbe dovuto lasciare l’incarico nel 2023, aveva prolungato la sua permanenza di un anno per cercare di tamponare una situazione già precaria. Tuttavia, la sua uscita ha ulteriormente aggravato il vuoto lasciato da una gestione che, secondo molti, non è riuscita a garantire tempestività e qualità nei servizi offerti.
Intanto, le liste d’attesa per gli esami radiologici continuano a crescere, alimentando il malcontento tra i pazienti. Marcello Campione, rappresentante provinciale del sindacato di radiologia ASSOCENDIS, ha sottolineato come, nonostante gli sforzi per ridurre i tempi di attesa, pochi pazienti si siano rivolti alle strutture private convenzionate. “L’accordo con l’Asp è fondamentale per abbattere le attese,” ha dichiarato Campione, “ma purtroppo la risposta è stata inferiore alle aspettative.” Una situazione che rischia di vanificare il piano straordinario avviato per recuperare il ritardo accumulato negli esami diagnostici.
Tra i casi più emblematici c’è quello di Maria Cristina Gallo, una donna di 56 anni affetta da un tumore al quarto stadio, che ha atteso otto mesi prima di ricevere una diagnosi definitiva. Un ritardo che, come spesso accade in questi casi, ha compromesso le possibilità di cura. La sua storia, come quella di molti altri pazienti, è diventata il simbolo di un sistema sanitario che fatica a garantire risposte tempestive, lasciando i cittadini in balia di attese interminabili e di una burocrazia spesso inefficace.
Nel tentativo di trovare una soluzione, si è tenuta venerdì scorso una Conferenza dei Sindaci alla presenza del direttore generale dell’Asp, Ferdinando Croce. L’incontro, voluto dal sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, aveva l’obiettivo di fare chiarezza sulle criticità emerse e di individuare strategie condivise per ridurre i tempi di attesa e garantire una migliore gestione degli esami diagnostici. Tranchida, da tempo in prima linea per cercare di dare risposte alla sua città, ha ribadito l’urgenza di intervenire, soprattutto per quei pazienti in attesa di referti istologici, spesso in condizioni di grave apprensione per la propria salute.




