Referti istologici in ritardo all’Asp di Trapani: la Procura scopre trenta casi

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un ingrossamento della tiroide aveva spinto una donna di 44 anni, residente a Trapani, a sottoporsi a un esame lo scorso 15 maggio. Il referto, tuttavia, le è stato consegnato solo il 7 marzo, quasi dieci mesi dopo: “Il lobo sinistro è caratterizzato diffusamente dalla presenza di multipli noduli a margini netti colloido-cistici, confluenti con aree emorragiche”, si legge nel documento. Questo caso, emblematico di una situazione che si sta rivelando sempre più grave, è solo uno dei trenta emersi nelle ultime settimane, dopo che Maria Cristina Gallo aveva denunciato alla Procura di Marsala di aver ricevuto l’esito del suo esame istologico con otto mesi di ritardo, periodo durante il quale il tumore aveva sviluppato metastasi.

La vicenda, che ha portato sotto i riflettori l’Asp di Trapani, ha spinto l’assessorato regionale alla Salute a inviare una squadra di ispettori per fare luce sui ritardi nella consegna dei referti. Gli ispettori, il cui lavoro è ormai quasi concluso, hanno raccolto dati e testimonianze che saranno presto resi pubblici, come ha assicurato l’assessora Daniela Faraoni. Intanto, a Palazzo d’Orleans, si attende con impazienza la relazione finale prima di passare a decisioni operative. Il governatore Renato Schifani, pur mantenendo un profilo prudente, ha sottolineato la necessità di agire con tempestività una volta chiariti i contorni della vicenda.

I trenta casi positivi emersi dalla refertazione degli esami istologici del 2024, attualmente in corso presso il Policlinico di Palermo, rappresentano una situazione allarmante. Ogni ritardo nella diagnosi, infatti, comporta un grave rischio per la salute dei pazienti, costretti a posticipare l’inizio delle terapie necessarie. Tra questi, spicca il caso di un uomo di 68 anni, originario di Partinico, deceduto dopo aver atteso invano per cinque mesi il referto del suo esame. I familiari, che avevano sollecitato più volte l’Asp senza ottenere risposta, si erano rivolti anche all’assessore regionale alla sanità dell’epoca, Giovanna Volo, e al dirigente generale del dipartimento di pianificazione strategica, inviando due pec ad agosto e settembre 2024. Nessuna risposta era arrivata.

La Procura, intanto, continua a indagare, cercando di ricostruire le dinamiche che hanno portato a questi ritardi, mentre l’Asp di Trapani, guidata dal manager Croce, si trova sotto pressione. La vicenda, oltre a sollevare interrogativi sulla gestione interna, riporta alla luce un problema più ampio, quello della carenza di risorse e personale nel sistema sanitario siciliano, che rischia di compromettere la qualità delle cure e la tempestività delle diagnosi.

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