Caldo record a Torino e nel Centro-Nord, oggi il picco con 37 gradi
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Redazione Interno
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Ieri, martedì 26 maggio, la stazione meteorologica del dipartimento di Fisica dell’atmosfera dell’Università degli studi di Torino ha ufficialmente stabilito un nuovo primato di temperatura massima mensile per il mese di maggio dal 1992, toccando i 34,3°C; un dato, quest’ultimo, che sembra destinato a essere rivisto al rialzo nelle prossime ore. A Torino Caselle, infatti, il termometro ha già segnato +32.8°C, superando il caldo del 2001 e raggiungendo la cifra più alta mai registrata dal 1965, ovvero dall’inizio delle rilevazioni in quella sede.
«Tuttavia, ormai con alta probabilità – scrive il meteorologo Andrea Vuolo – nel pomeriggio di mercoledì questo nuovo valore massimo mensile sarà ulteriormente superato con il possibile raggiungimento anche della soglia dei +34 °C». Le proiezioni, in effetti, indicano per oggi, mercoledì 27 maggio, l’apice di questa eccezionale ondata di calore che sta interessando l’Europa occidentale: si attendono punte di 36-37°C, nonché 30 gradi fino in prossimità dei mille metri di quota.
L’anticiclone africano e il “triangolo bollente”
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che le temperature più alte verranno raggiunte a breve, complice la formazione di un vero e proprio “triangolo bollente” tra il Basso Piemonte, l’Emilia e la Lombardia orientale. Questa configurazione, determinata da un massiccio anticiclone africano il cui baricentro si è spostato insolitamente a nord, sul Canale della Manica, investe le regioni centro-settentrionali in modo molto più diretto rispetto al Meridione, il quale registrerà valori leggermente più bassi.
La struttura di alta pressione, intrappolando l’aria rovente di origine sub-sahariana, sta creando le condizioni per un riscaldamento fuori stagione che ha spinto diversi Paesi europei – dalla Francia al Regno Unito, fino alla Spagna – a toccare i rispettivi record di temperatura per il mese di maggio.
Record storici e misure di prevenzione
Mentre l’Italia si prepara a registrare i valori termici più alti di questo maggio decisamente anomalo, prima di dover affrontare una successiva fase all’insegna della forte afa e di possibili temporali, gli esperti ricordano come il primo vero caldo dell’anno sia il più pericoloso per l’organismo umano, il quale non ha ancora avuto il tempo di acclimatarsi.
Per questo motivo, nonostante l’assenza di un “bollino rosso” ufficiale citato dalla cronaca, alcune regioni come il Lazio (che include Roma) hanno già approvato norme per limitare il lavoro all’aperto durante le ore più calde, vietando l’esposizione prolungata al sole tra le 12:30 e le 16:00 per alcune categorie come agricoltori ed edili.
La raccomandazione degli esperti, come ribadito da Lorenzo Tedici, è quella di tutelare gli anziani e i bambini – questi ultimi particolarmente vulnerabili a questi sbalzi termici improvvisi – assicurandosi che restino al fresco, si idratino costantemente e applichino una protezione solare massima, dato che i raggi di fine maggio hanno la stessa intensità di quelli di fine luglio.
L’evoluzione dopo il picco del 27 maggio
Il culmine di questa ondata è quindi atteso per le prossime ore, ma le tendenze a lungo termine – che gli stessi meteorologi invitano a prendere con cautela – indicano già un possibile ribaltone nelle giornate successive. Un’incursione di aria più fresca proveniente dai Balcani potrebbe scontrarsi con l’enorme quantità di energia e di aria caldo-umida accumulata nei bassi strati, generando una marcata instabilità atmosferica.
In particolare, il rischio è che si passi da mattinate soleggiate a pomeriggi caratterizzati da forti temporali, specialmente al Centro e al Sud, con fenomeni che potrebbero rivelarsi localmente violenti.
In attesa di questa svolta, però, l’attenzione resta focalizzata sui termometri: dopo il record di Torino, molti altri capoluoghi del Nord (si citano Piacenza, Cremona, Mantova, Alessandria, Asti, Pavia, Modena) potrebbero vedere infrangersi i rispettivi primati di caldo per il mese di maggio, in una giornata, quella odierna, che passerà probabilmente alla storia come la più rovente di questa prima parte del 2026.
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