Maggio si ribalta, dieci giorni di pioggia insistente al centro-nord mentre il sud gode del caldo
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Redazione Interno
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L’atmosfera, dopo averci illuso con giornate dominate dal sole e temperature quasi estive, ha deciso di cambiare bruscamente marcia. A sancire questo ribaltamento è una vigorosa perturbazione di origine atlantica, la quale sta facendo il proprio ingresso sul Mediterraneo occidentale trainata da forti venti meridionali. Per chi si trova al centro-nord, la parentesi di stabilità è già un ricordo sfocato. Gli ombrelli torneranno a essere un accessorio indispensabile, e lo faranno per un periodo insolitamente lungo per il mese di maggio.
Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo, descrive una fase caratterizzata da un surplus di precipitazioni destinato a protrarsi almeno fino a metà mese. Le ultime proiezioni dei centri di calcolo, confermate dagli aggiornamenti notturni, delineano uno scenario anomalo: ci aspettano almeno dieci giorni di piogge insistenti. Non si tratterà di un semplice peggioramento, ma di una vera e propria battaglia atmosferica. L’energia potenziale in gioco è altissima; l’aria mite e umida di origine subtropicale, risalendo lungo il canale depressionario, si scontrerà violentemente con le correnti più fresche in discesa dal Nord Europa. Questo contrasto termico, esasperato dal primo caldo stagionale che scalda i mari, trasformerà il nostro Paese in un campo di battaglia ideale per la genesi di sistemi temporaleschi anche di forte intensità.
Tuttavia, non tutto lo Stivale subirà la medesima sorte. Il "dualismo atmosferico", come viene definito dagli esperti, sarà il tratto distintivo di questa settimana. Mentre al centro-nord si parlerà di nubifragi e di un sensibile calo delle temperature, al sud l’anticiclone subtropicale resisterà, anzi, approfitterà del minor spazio a disposizione per accentuare la sua presa. Per i residenti delle regioni meridionali e delle isole maggiori, l’arrivo di questa perturbazione si tradurrà in un aumento della copertura nuvolosa – spesso offuscata dalla sabbia del deserto – ma soprattutto in una decisa impennata dei valori termici. Il richiamo di scirocco, lo stesso che alimenta le piogge al nord, porterà aria calda dall’entroterra nordafricano, regalando al sud un assaggio anticipato di piena estate.
Il rischio alluvionale e le zone più esposte
L’orografia del territorio giocherà un ruolo determinante nell’intensità dei fenomeni. Le masse d’aria umida, spinte dai venti meridionali, si scontreranno con l’ostacolo naturale rappresentato dall’Appennino ligure e toscano. Questo meccanismo, noto come "effetto sbarramento", costringerà l’aria a sollevarsi, condensando il vapore in piogge torrenziali. In zone come la Liguria di Levante, l’alta Toscana e la fascia prealpina, gli accumuli pluviometrici potrebbero superare i 100-150 millimetri nel giro di sole 48 ore. Un quantitativo, questo, superiore alla media dell’intero mese di maggio, che riaccende i riflettori sul rischio idrogeologico.
Particolare attenzione sarà riservata alle aree già storicamente fragili. La crisi climatica, d’altronde, ci ha abituati a un’alternanza sempre più secca tra siccità e alluvioni. Se da un lato queste piogge rappresentano una manna per le riserve idriche e per l’agricoltura, esausta dopo i mesi secchi, dall’altro la concentrazione temporale degli eventi rappresenta un serio pericolo per i bacini idrografici minori e per il drenaggio urbano. I cosiddetti "flash floods" (alluvioni lampo) sono il rischio concreto per questa fase, con i modelli che indicano un miglioramento solo dopo il superamento della prima decade del mese.
Il nord-ovest nel mirino di un maggio anomalo
Analizzando i dettagli orari, il peggioramento più intenso è atteso tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio. In questa finestra temporale, una saccatura atlantica ben strutturata colpirà dapprima il nord-ovest per poi estendersi al resto del centro-nord. Piemonte, Lombardia occidentale e soprattutto la Liguria saranno le regioni battute dai fenomeni più intensi. Le correnti fredde di matrice artica, scendendo verso il comparto iberico, continueranno ad alimentare un corridoio instabile che sembra non volersi richiudere. I temporali previsti non saranno solo di natura frontale, ma anche di carattere convettivo, alimentati dal calore diurno.
Tuttavia, quella di metà settimana potrebbe essere solo l’antipasto. I meteorologi stanno monitorando con attenzione un secondo affondo ciclonico previsto tra il 12 e il 13 maggio. A differenza del primo, questo potrebbe avere un carattere più marcatamente temporalesco, con un alto rischio di fenomeni autorigeneranti. In pratica, le stesse aree già colpite dalle abbondanti piogge iniziali potrebbero trovarsi a dover gestire un secondo carico idrico notevole, aumentando esponenzialmente la saturazione del suolo. La data del 12 maggio, per alcuni modelli europei, rappresenta un nuovo spartiacque meteorologico.
L’estate anticipata al sud e la tregua prevista
Mentre il paese si divide in due, gli occhi sono puntati anche sulle temperature. Nel meridione, il vento di scirocco non porterà solo velature giallognole, ma spingerà i termometri verso valori decisamente sopra la media stagionale. Si prevedono punte localmente superiori ai 28-30 gradi sulle due isole maggiori e nelle zone interne della Sicilia e della Calabria. Questa rimonta africana, seppur marginale rispetto al maltempo settentrionale, rappresenta la prima vera ondata di caldo della stagione primaverile. Un caldo che, ironia della sorte, è generato dalla stessa dinamica atmosferica che causa l’instabilità al nord.
Guardando al lungo termine, i segnali per la seconda parte del mese di maggio sono ancora contrastanti. Se è vero che le proiezioni del Centro Europeo (ECMWF) confermano una lunga fase di surplus di precipitazioni, è altrettanto vero che la possibilitò di una rimonta anticiclonica generale è concreta. Per avere una stabilizzazione più duratura e l’allontanamento definitivo delle piogge insistenti dal centro-nord, probabilmente bisognerà attendere oltre il 15 maggio, quando l’alta pressione potrebbe finalmente tentare un’estensione più decisa verso l’intera penisola. Fino ad allora, lo stivale resterà un crocevia di masse d’aria opposte, dove l’ombrello e la crema solare, paradossalmente, serviranno a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altra.
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