Conceiçao scarica i meriti sui giocatori: "Non sono un bugiardo, il gruppo è unito"
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Redazione Sport
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Sergio Conceiçao, al termine di Genoa-Milan (1-2), ha preferito ribadire un concetto piuttosto che esaltare la propria regia. "Io non sono un bugiardo eh", ha esordito con una battuta rivolta ai giornalisti, prima di spiegare perché, secondo lui, il merito della rimonta milanista vada cercato tra i giocatori e non in panchina. "A fine partita, nel cerchio, ho detto che oggi è stata l’ennesima dimostrazione di un gruppo unito e forte", ha aggiunto il tecnico portoghese, sottolineando come anche chi è entrato nel corso della gara – come João Félix e Santiago Giménez – abbia contribuito a ribaltare il risultato.
Quella contro il Genoa è stata la terza vittoria consecutiva del Milan, un dato che nell’era Conceiçao non si era mai verificato. E se il campionato ormai offre pochi stimoli, visto il distacco dall’Inter e il vantaggio sulla quinta piazza, il ritmo tenuto dai rossoneri – quattro successi nelle ultime cinque partite, con appena due gol subiti – fa ben sperare in vista della finale di Coppa Italia del 14 maggio contro il Bologna.
L’allenatore ha poi voluto soffermarsi su alcuni singoli, a cominciare da Rafael Leão. "Adesso sa cosa voglio da lui", ha detto, lasciando intendere che il portoghese, pur avendo già mostrato le sue qualità, stia finalmente adottando un atteggiamento più in linea con le richieste dello staff. Diverso il discorso per Giménez, arrivato a gennaio dal Feyenoord: "L’adattamento in Italia non è facile per nessuno, serve solo un po’ di tempo".




