Conceição pensa a una rivoluzione: da João Félix a Giménez, Leão e Theo Hernández, chi gioca titolare Lecce-Milan e chi va in panchina
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Redazione Sport
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La crisi che attanaglia il Milan, culminata con la sconfitta interna contro la Lazio, ha spinto Sergio Conceição a valutare una rivoluzione tattica in vista della trasferta di sabato a Lecce. Il tecnico portoghese, secondo quanto riportato da Sky, starebbe seriamente considerando l’idea di stravolgere l’undici titolare, optando per soluzioni che potrebbero escludere alcuni big della squadra. Tra questi, Theo Hernández, Rafael Leão e persino il neoacquisto João Félix rischiano di partire dalla panchina, mentre emergono nomi come Bartesaghi, Sottil e Abraham, pronti a prendere il loro posto.
La situazione, già complicata dalle squalifiche di Maignan e Pavlović, costringe Conceição a fare i conti con una rosa non al pieno delle sue potenzialità. Tuttavia, è proprio in queste circostanze che un allenatore può dimostrare la sua capacità di adattamento. Le prove tattiche svolte a Milanello hanno già fornito alcuni indizi: Bartesaghi, ad esempio, è stato testato al posto di Theo Hernández, mentre Abraham potrebbe essere preferito a Giménez nell’attacco. Anche Bondo, che ancora non ha debuttato in rossonero, potrebbe vedere finalmente il suo momento, sostituendo Fofana e Musah.
La scelta di escludere giocatori del calibro di Theo Hernández e Leão non è da sottovalutare. Il primo, pilastro della difesa e del gioco offensivo, ha mostrato segni di affaticamento nelle ultime partite, mentre il secondo, nonostante il talento indiscusso, non è riuscito a mantenere una continuità di rendimento. Giménez, altro nome di spicco, potrebbe pagare lo scotto di un adattamento non ancora completato al calcio italiano. D’altra parte, Abraham e Sottil rappresentano opzioni fresche, pronte a dimostrare di poter contribuire a invertire la rotta.
La partita contro il Lecce, in programma sabato alle 18 al Via del Mare, rappresenta un banco di prova cruciale per Conceição. Dopo tre sconfitte consecutive, il Milan non può permettersi ulteriori passi falsi, soprattutto in vista degli obiettivi stagionali ancora raggiungibili. La decisione di rivoluzionare la formazione, se confermata, potrebbe essere interpretata come un tentativo di dare una scossa al gruppo, ma anche come un messaggio chiaro: nessuno è intoccabile, nemmeno i più talentuosi.




