La Ferrari SF-26 aspetta il via libera della Fia mentre a Sakhir l’Aston Martin smonta la power unit Honda

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pista di Fiorano, che ieri ha visto la SF-26 completare i primi giri di una stagione che si preannuncia densa di incognite, restituisce l’immagine di una Ferrari ancora in attesa. La monoposto scesa in occasione dello shakedown, così come quella trasferita a Barcellona per il collettivo, corrisponde a quanto Frédéric Vasseur aveva anticipatamente definito ‘Spec A’: una versione primordiale, lontana dalla configurazione che Maranello ha intenzione di presentare al via del campionato. Il motivo, come emerso nelle ultime settimane, risiede in alcune richieste di chiarimento tecnico inoltrate alla Federazione. Enrico Gualtieri, responsabile della power unit del Cavallino, ha confermato che diversi componenti – la cui architettura definitiva è già stata sviluppata – attendono il benestare della Fia per essere deliberati e montati sulla vettura -1-9. Si tratta, è bene precisarlo, di una cautela progettuale dettata dalla mole di novità introdotte dal regolamento 2026, non di una criticità; la scuderia attende il responso degli uffici tecnici per procedere con l’assemblaggio della specifica che, salvo ulteriori slittamenti, dovrebbe debuttare in Australia.

La giornata di Leclerc e l’ombra del caso power unit Mercedes-Red Bull

Domani, a Fiorano, sarà Charles Leclerc a portare in pista la SF-26. Una scelta che rientra nella consueta alternanza tra i due piloti, ma che assume un significato particolare considerando la necessità di accumulare chilometri e validare i sistemi in vista del primo appuntamento iridato. Lewis Hamilton, che pure ha già preso confidenza con la monoposto, cederà il volante al monegasco per quella che sarà una giornata di messa a punto fine. Nel frattempo, l’attenzione dei vertici tecnici resta concentrata sul cosiddetto giallo power unit. Mercedes e Red Bull sono finite sotto la lente d’ingrandimento dei competitor: si sospetta che abbiano individuato un espediente per modificare il rapporto di compressione a motore caldo, aggirando di fatto i limiti imposti. Gualtieri ha riferito di un incontro già avvenuto tra tutti i costruttori e la Fia, con un nuovo summit già calendarizzato per i primi di febbraio -1-5. La Ferrari, insieme a Honda e Audi, ha chiesto garanzie; la Federazione ha promesso una delibera, ma fino a quel momento ogni valutazione sulle prestazioni reali resta sospesa.

Aston Martin, la giornata amara di Sakhir e i 36 giri di Stroll

Se a Maranello si lavora nell’attesa, nel box Aston Martin di Sakhir ieri si contavano i danni. La prima giornata di test ufficiali in Bahrain ha riservato al team di Silverstone un risveglio amaro: Lance Stroll ha chiuso la sessione con appena trentasei giri all’attivo, il totale più basso tra tutte le undici squadre presenti -2-10. La causa, hanno spiegato i tecnici, risiede in un’anomalia rilevata sui dati della power unit Honda. I motoristi giapponesi hanno tentato di intervenire durante la pausa pranzo, quando hanno provato a tamponare la falla senza dover rinunciare alla sessione pomeridiana. Il tentativo non è andato a buon fine. La decisione di procedere alla sostituzione dell’intero propulsore è arrivata nel primo pomeriggio, costringendo la squadra a lunghe ore di inattività nel garage. Mike Krack, Chief Trackside Officer, ha parlato di controlli preventivi e della necessità di comprendere la radice del malfunzionamento prima di autorizzare una nuova uscita in pista -10.

Non si è trattato, è il caso di sottolinearlo, soltanto di un problema di chilometraggio. La vettura, nel corso del turno mattutino, ha girato con una mappatura volutamente depotenziata: la velocità di punta non ha mai superato i trecento chilometri orari, con il regime del motore tenuto stabilmente al di sotto degli undicimila giri. Una strategia che consente di raccogliere dati lineari, certo, ma che evidenzia anche una certa prudenza nell’esporre la power unit a condizioni di stress. La AMR26, inoltre, si presenta con forme estreme: i pannelli delle fiancate sono stati scavati al massimo per contenere le dimensioni dei radiatori, e l’air scope triangolare – più ampio rispetto a soluzioni analoghe adottate dalla concorrenza – costringe i progettisti a convogliare i flussi in canali molto stretti -2-6. Per questo motivo, nel corso della giornata, si è reso necessario aprire ulteriori feritoie di raffreddamento sulla carrozzeria, sacrificando in parte l’efficienza aerodinamica pur di favorire la dissipazione termica.

La firma di Newey e il debutto complicato di una monoposto estrema

Le immagini che arrivano dal circuito di Sakhir mostrano una vettura che, nella sua concezione meccanica, porta il segno inconfondibile di Adrian Newey. La sospensione posteriore, in particolare, adotta uno schema push rod con il triangolo superiore rialzato fino quasi a innestarsi sul supporto dell’ala, una soluzione che libera spazio ai lati del cambio e consente di incanalare i flussi d’aria verso il diffusore -8. Una scelta progettuale radicale, che ha immediatamente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori già durante i primi giri a Barcellona, quando la vettura era scesa in pista soltanto per poche tornate prima di fermarsi. La complessità del progetto, va detto, non ha finora consentito al team di accumulare la necessaria confidenza con l’assetto. I ritardi accumulati nella fase di assemblaggio in Spagna hanno costretto la squadra a rincorrere il programma di lavoro, e l’incidente di ieri in Bahrain non ha fatto che aggravare una situazione già precaria -4-8.

Fernando Alonso, che oggi prenderà il posto di Stroll, avrà il compito di riportare la AMR26 in pista e di accumulare quei chilometri che finora sono mancati. La monoposto, dal canto suo, mostra soluzioni aerodinamiche di estremo interesse: il musetto voluminoso e arrotondato, che si discosta nettamente dalle linee affilate dei competitor, e l’attacco dei piloncini di sostegno sul secondo profilo dell’alettone anteriore testimoniano una ricerca concettuale fuori dagli schemi. Resta da capire se l’affidabilità della power unit Honda, tornata al ruolo di costruttore a tutti gli effetti dopo gli anni con Red Bull, saprà stare al passo con l’audacia del telaio -8. Il mondiale scatterà tra meno di un mese, nel weekend del sei marzo. E il tempo per risolvere queste anomalie, per tutti, sta per scadere.

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