Oasis, omaggio a Diogo Jota nel giorno della reunion. Ad Anfield fiori e commozione
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sedici anni di attesa, un’intera generazione cresciuta ascoltando i loro dischi, e poi, all’improvviso, il miracolo. Liam e Noel Gallagher, i fratelli che hanno scritto la storia del rock britannico, sono tornati a condividere lo stesso palco, riaccendendo la magia degli Oasis davanti a 74mila fan in delirio al Principality Stadium di Cardiff. Un ritorno annunciato con la semplicità di un «Hello», la prima canzone della serata, che ha squarciato il silenzio con l’ironia tipica dei Gallagher: «Non è un’esercitazione. Sta accadendo».
Ma tra gli acuti di Liam, le chitarre di Noel e l’energia di classici come «Supersonic» e «Wonderwall», c’è stato un momento che ha lasciato il pubblico senza fiato. Mentre risuonavano le note di «Live Forever», sullo schermo è comparsa l’immagine di Diogo Jota, il calciatore del Liverpool morto poche ore prima in un incidente stradale in Spagna. Un tributo inaspettato, che ha trasformato l’euforia del concerto in un attimo di raccoglimento. A Anfield, intanto, i tifosi hanno iniziato a deporre fiori e sciarpe davanti al memoriale del club, ricordando un giocatore che, pur non essendo una stella internazionale, aveva conquistato la Kop con la sua grinta.
Il concerto di Cardiff, però, è stato soprattutto una celebrazione della musica. I Gallagher, nonostante i decenni di rivalità, hanno dimostrato che sul palco la chimica funziona ancora. Noel, con la sua aria distaccata, ha lasciato spazio a qualche rara battuta («Spero valga le 175 sterline che avete speso»), mentre Liam, il frontman irriverente, ha ringraziato la folla con il solito understatement: «Sapevamo che ci avreste perdonati». Eppure, dietro le quinte, i nodi irrisolti restano. La reunion, infatti, è nata più da un calcolo che da una riconciliazione, con entrambi i fratelli consapevoli del valore simbolico (e commerciale) di un tour che riporta in vita una band divisa dal 2009.
Tra le canzoni suonate, oltre ai successi più noti, qualche sorpresa per i fan più fedeli: «The Hindu Times», «Little by Little» e poi «Champagne Supernova», l’inno chiusura che ha fatto esplodere la folla in un coro collettivo. E mentre i social si riempivano di video amatoriali, qualcuno ha notato che Liam, per una volta, ha evitato di litigare con il fratello. Un dettaglio non da poco, considerando che nel 2009, durante l’ultimo concerto a Parigi, si erano lasciati a insulti e chitarre fracassate.




