Oasis a Cardiff, la moda britpop torna con Liam in giacca e Noel in denim
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Era solo questione di tempo, e alla fine è successo. Sedici anni dopo l’ultimo concerto insieme, Liam e Noel Gallagher sono tornati a dividersi il palco, riaccendendo quella miccia che aveva fatto esplodere il fenomeno Oasis negli anni ’90. A Cardiff, davanti a oltre 70.000 persone stipate nel Principality Stadium, i due fratelli hanno dato il via al tour "Live '25" senza intoppi, senza polemiche e, soprattutto, senza rinnegare quell’atteggiamento spavaldo che li aveva resi icone.
«Ciao, è bello essere tornati», ha esordito Liam prima di attaccare Hello, brano d’apertura che suona come un manifesto. E se la voce del frontman non è più quella di un tempo, l’energia è rimasta intatta, così come lo stile: lui con la solita giacca da mod, Noel più sobrio in denim, entrambi a ricordare che il britpop non è mai morto, ma solo andato in letargo. Tra i fan, molti hanno pianto – qualcuno ha giurato di aver visto commuoversi persino Noel durante Don’t Look Back in Anger – mentre altri cantavano a squarciagola Wonderwall o Champagne Supernova, pezzi che ormai appartengono alla cultura popolare più che alla discografia della band.
Non è mancato un accenno all’attualità: Liam ha dedicato Live Forever a Diogo Jota, calciatore del Liverpool e noto fan degli Oasis, in un gesto che ha strappato applausi. Ma al di là delle dediche, ciò che ha colpito è stata la fedeltà alla scaletta originale, senza concessioni a sperimentazioni o riarrangiamenti. Un ritorno alle origini, insomma, che ha fatto vibrare non solo i quarantenni cresciuti con Definitely Maybe, ma anche ragazzi nati quando la band si era già sciolta.
E mentre gli Oasis riconquistavano il palco, un’altra notizia ha fatto discutere: il lancio della giacca Lidl ispirata alla band, annunciata per il 9 luglio, ha generato un’attesa quasi paragonabile a quella per il tour. Il modello, che ricorda da vicino quelli indossati da Liam negli anni ’90, è andato sold out in poche ore, dimostrando che l’eredità degli Oasis passa anche attraverso il merchandising




