Ftse Mib in rialzo, Italgas prova a risalire dopo la batosta. Borse europee chiudono sui massimi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settimana che si è appena chiusa ha consegnato ai mercati azionari europei un quadro per certi versi contrastante ma sostanzialmente positivo, con le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente che hanno archiviati gli ultimi scambi restando ben salde in prossimità dei rispettivi massimi storici.

Un risultato, questo, che è stato conseguito nonostante una fase di evidente rallentamento dell’inerzia rialzista, confermata anche nella giornata di ieri, quando Piazza Affari è comunque riuscita a chiudere in terreno positivo con il Ftse Mib in rialzo dello 0,44%, sebbene in leggero ritracciamento rispetto ai picchi intraday che avevano portato l’indice oltre la soglia psicologica dei 54.000 punti.

Italgas rimbalza, ma il recupero è ancora parziale

Tra i titoli che hanno catalizzato maggiore attenzione, spicca senza dubbio Italgas, le cui azioni hanno messo a segno un rimbalzo settimanale del 2,30% che però, va detto, appare ancora contenuto se rapportato alla batosta subita nei sette giorni precedenti, quando il titolo aveva precipitato dell'11%. Una dinamica, quella del recupero, che restituisce l'immagine di un mercato ancora prudente nei confronti del gruppo del gas, nonostante i fondamentali e le prospettive del settore rimangano sostanzialmente invariati.

Gli investitori, insomma, paiono voler prendere tempo prima di scommettere su un ritorno duraturo del titolo ai livelli precedenti al crollo, preferendo attendere segnali più concreti dal fronte delle trimestrali e da quello geopolitico.

Il lavoro Usa frena, la Fed frena i timori sui tassi

A sorreggere il clima di cauto ottimismo che ha caratterizzato le ultime sedute, contribuendo a mantenere elevati i listini nonostante le incertezze, è stato anche il dato sull'occupazione statunitense, che ha deluso le attese degli analisti e ha così allontanato lo spettro di un inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve.

Un rapporto sul lavoro più debole del previsto, infatti, alimenta le speranze che il prossimo movimento sui tassi d'interesse possa essere al ribasso o, quantomeno, che la banca centrale americana possa permettersi di mantenere un approccio più accomodante, senza fretta di alzare il costo del denaro. Questa lettura ha avuto l'effetto di rasserenare gli animi e di fornire una boccata d'ossigeno a quei settori, come quello tecnologico, che maggiormente risentono delle variazioni dei tassi.

Le borse europee chiudono in attesa di Hormuz

Nel dettaglio delle principali piazze europee, Francoforte ha messo a segno un progresso dello 0,69% con il Dax che è salito a 26.319 punti, mentre Parigi ha guadagnato lo 0,17% portando il Cac 40 a 8.714 punti. Londra, dal canto suo, ha archiviato la seduta con un più 0,31% che ha spinto il Ftse 100 fino a 10.901 punti.

A tenere banco, oltre ai dati macroeconomici, è stata anche l'attesa per gli eventuali sviluppi relativi alla riapertura dello Stretto di Hormuz, una questione geopolitica che resta al centro dell'attenzione degli operatori e che, a seconda degli esiti delle trattative in corso, potrebbe influenzare in modo significativo l'andamento dei prezzi dell'energia e, di conseguenza, delle borse.

La prospettiva di uno spiraglio nelle trattative ha contribuito a mantenere alto l'umore dei mercati, che hanno beneficiato anche del ritorno degli acquisti sul comparto dei chip, alimentando un clima di fiducia che ha permesso di chiudere la prima settimana di agosto con il vento in poppa.

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