La Spagna scende in piazza per il diritto alla casa: scontri e arresti a Valencia

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Migliaia di manifestanti hanno invaso le strade di Madrid e di una cinquantina di altre città spagnole per protestare contro la bocciatura della «legge Maricarmen», i due decreti legge sull'emergenza abitativa promulgati martedì dal governo Sánchez e respinti venerdì dai deputati alle Cortes. A Valencia si sono vissuti momenti di grande tensione, con scontri fra dimostranti e polizia anti-sommossa, che si sono conclusi con cinque arresti e nove agenti feriti.

Il caso Maricarmen e l'occupazione di Puerta del Sol

La scintilla che ha acceso le proteste è stato il caso di Maricarmen, un'ottantasettenne con disabilità che viveva da settant'anni in affitto in un appartamento di Madrid e che la scorsa settimana è stata costretta ad abbandonarlo, portata fuori su una barella, perché non riusciva più a sostenere l'aumento del canone.

Le immagini del suo allontanamento hanno provocato un'ondata di indignazione in tutto il Paese e, dal sabato sera, centinaia di attivisti hanno allestito un accampamento nella centralissima Puerta del Sol, cuore turistico della capitale, dove hanno installato decine di tende da campeggio. La donna è potuta rientrare nel suo alloggio dopo una trattativa con il fondo proprietario, che ha accettato di riaffittarle l'immobile a condizione che destini il 30 per cento della pensione, circa cinquecento euro al mese, al pagamento dell'affitto.

Le misure del governo e il nodo parlamentare

I due decreti approvati dal Consiglio dei ministri prevedono la sospensione degli sfratti fino al 2030 per le persone vulnerabili prive di un'alternativa abitativa, il divieto per i grandi fondi speculativi di acquistare immobili a un prezzo inferiore al 70 per cento del valore di mercato fino al 2028, e la proroga automatica dei contratti di locazione in scadenza fino al 31 dicembre 2028.

Il secondo decreto introduce la trasformazione dei contratti di affitto in rapporti a tempo indeterminato, una misura che in Spagna non esisteva: finora i contratti di locazione abituale duravano al massimo otto anni, al termine dei quali inquilino e proprietario dovevano rinegoziare le condizioni. La ministra della Casa Isabel Rodríguez ha spiegato che le norme affrontano quello che ha definito «il principale problema degli spagnoli».

Le posizioni di Iglesias e la frattura a sinistra

L'ex leader di Podemos e già vicepresidente del governo Pablo Iglesias ha commentato le mobilitazioni sostenendo che «in Spagna è accaduto qualcosa di estremamente significativo, che non si vedeva da molti anni», ovvero la nascita di «un movimento sociale scaturito dalla resistenza agli sfratti e passato all'occupazione delle piazze». Iglesias ha paragonato Maricarmen a Rosa Parks, la donna che negli Stati Uniti divenne simbolo della lotta contro la segregazione razziale, e ha affermato che «questo non si cambia solo con un decreto».

La sua posizione riflette la frattura sempre più profonda tra Podemos e il Partito Socialista: l'eurodeputata Irene Montero ha accusato l'esecutivo di negoziare con Junts un «trágala» per le persone che difendono il diritto alla casa, mentre dal canto loro i socialisti hanno difeso la necessità di un ampio consenso parlamentare per confermare le misure.

Il contesto della crisi abitativa spagnola

La mobilitazione affonda le radici in una crisi strutturale che dura da anni. Secondo i dati della Banca di Spagna, nel Paese mancano almeno 750.000 abitazioni per rispondere alla creazione di nuovi nuclei familiari degli ultimi quindici anni, dopo che la paralisi del settore edilizio seguita alla crisi finanziaria del 2011 ha lasciato il mercato con un'offerta insufficiente. L'indice dei prezzi delle abitazioni è passato da 53,7 all'inizio del 2015 a 107,5 nel primo trimestre del 2026, con incrementi particolarmente marcati nelle grandi città.

A Valencia, dove si sono registrati gli scontri, i prezzi sono cresciuti a una media annua vicina all'8 per cento nell'ultimo decennio, alimentati anche dalla pressione del turismo e dalla proliferazione degli affitti brevi.

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